SUNN IL MITE NON EFFETTUA ALCUN MONITORAGGIO O ANALISI DEI DATI DEGLI UTENTI

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giovedì 21 febbraio 2013

' micidiali '90 : + , 0 , -

Cosa cerchi in giro?
Appagazione, soddisfazione
gratificazione, riconoscenza?

e perché ti guardi tanto allo specchio?
hai forse bisogno d' immagini per sentirti?

no              forse        si
+               0            -
si              forse        no 

La testa
salta da un canale all'altro
soffre la trinità
ora è qui
ora è lì
senza pace cerca l'uno nel tre

La mente è un tripode armonico
non c'é disordine
solo alternanza di forze

La contrapposizione
è solo logica concettuale

Com'è che l'uomo si ostina
a voler darsi una psiche
una giungla di parole per stato?

Che senso ha sezionare?
Separare la luce dall'ombra
il vespro dal'alba
il crepuscolo dall'aurora?

La vita è ciclica
come la luce
non sezionare
non separare

senti         senti       senti
  +             0           - 

 Muoviti!
tutto si muove
anche gli astri 
che ti sembrano mute rocce
fertilizzano il cosmo 
d'energia cinetica ed elettromagnetica
aminoacidi e quanto altro

L'uomo si sente perno fisso del tutto
cerca di comprimersi in un io volatile
mentre potrebbe essere un astro
della gravitazione universale.

E la stella cometa
è proprio l'uomo nuovo
perdente
in un mondo di dormienti?

verità         follia       menzogna
  +              0             -

Cosa importa
bisogna essere
comunque

I giudizi
son spesso
inscatolamenti di uno stato d'animo
il cervello
a volte
è solo una fabbrica automatizzata
va avanti così
senza capire


come in alto così in basso

alto      medio    basso
  +          0       - 


A proposito di triangoli:
Pitagora
insegnava solo problemini?

 

 

giovedì 27 settembre 2012

'micidiali '90 : Segnale orario

E' giunto il tempo dell'agglomerazione

Sorelle
Fratelli del khaso
abbiamo il khaos da plasmare
virtualità liofilizzata
pronta all'uso

E' sorta l'ora gellika dei teknokrati
makkine da guerra
autentici divoratori di cadaveri
la razza più insignificante dell' Universo
ha nelle mani
la nostra libertà

martedì 3 luglio 2012

Voodoo child: anatema sullo sciacallo

voglio un mondo perfetto
dove ogni bambino è un dio protetto

 lo sciacallo:

prolusioni
ornano e ti damascano gli abiti
gliptiche assordanti
cingono a corona
il tuo capo

quanti stolti alla tua goffa saccenza
caduti

sillogismi incatramati
dalle tue labbra ungono
infettano
chi ti siede accanto
la tua ragnatela di assecondanze
ha sempre la sua vittima
da sfogliare

vesti la maschera del grande saggio
cospargi
le tue parole di veleno
ma
non hai da ingannare
che i ciechi
cui doni distorte illusioni
il tuo affetto
la tua comprensione
ma
sempre innanzi
hai il tuo profitto
il tuo dazio di carne
soddisfazione

tu che sguisci tra le parole
tu che sollevi la melma
ad infangare la strada 
tu
che regali la morte in guisa di dono
tu che blateri
senza ritegno
placa
il tuo farneticare

anatema sullo sciacallo:

tarme sulla faccia 
aprono cunicoli nella carne
lubrificandosi 
al denso  vischiore
sangue

scavano
ai margini delle ossa
piccoli fori
il viso
si colora di purpureo mastice

tarme per te

miele cola denso sulle ferite
a richiamare rosse formiche
vengono
ti arano il volto
minuscole eternità di rostri
sondano
scarnano
le tue tenere labbra

accorte parole
non ti abbisognano più
hai aperto la bocca
la lingua
si pregna di pustole
sfibrandosi in filamentoso collore
le tue labbra
ora
conoscono saggezza

il silenzio

vedere i tuoi gemiti
affondati nel vivo candore
che ti mastica piano
e non ti lascia morire

colubri
scivolano nella tua bocca
senti
muoversi nell'intestino
cercare
appigli da mordere
avvelenare

lascia che la notte eterna ti comprima fra le sue spire
a vomitare meschinità

il tempo è giunto
strapperà via la carne dalle tue guance
mettendo a nudo
il tuo marcio fetore

il tempo è galantuomo
sa aspettare
sopprimerti lentamente
è lo scopo vitale

lasciati travolgere
dagli squarci
che gli anni 
aprono sul tuo profilo
abbandonati
al dolce polverizzarsi delle tue costole
dolci segmenti di ossa
vagano ormai in digestione nella pancia di Kronos

in fondo sei un niente
uno scarafaggio su resti decomposti 

basterebbe un dito
per sciacciarti
vedere sgusciare
il denso marciume che hai dentro

ma sei fortunato
perchè amo gli animali
e la  tolleranza

la Gran Consolatrice in persona
verrà a riscuotere il suo dazio







lunedì 2 luglio 2012

'micidiali '90: quando la patria chiama

"Non dite che siamo pochi e che l'impegno è troppo grande per noi. dite forse che due o tre ciuffi di nubi sono pochi in un angolo di cielo d'estate? In un momento si stendono ovunque.........guizzano i lampi, scoppiano i tuoni e piove su tutto. non dite che siamo pochi, dite solamente che siamo!"

Abbiamo preferito parlare dell'antimilitarismo attraverso le dichiarazioni di due obiettori totali, Michele Pontolillo e Pietro Bonadonna. Certamente ci siamo tolti un bel lavoro dalle mani  che avrebbe richiesto attente riflessioni. Ma parlare di antimilitarismo non vuol dire affrontare in modo esclusivo l'obiezione totale come rifiuto del servizio militare. La tematica dell'antimilitarismo andrebbe certamente analizzata sotto diversi aspetti, bisognerebbe analizzare i forti legami esistenti tra militarismo e interesse economico, militarismo e interesse politico. le dichiarazioni che seguono saranno comunque in grado di spiegare perchè si è contro il militarismo ed ogni forma di autorità, mettendo a nudo la falsità di una istituzione che continua a parlare di pace, mentre ogni giorno prepara la guerra.
La renitenza al servizio militare è una pratica che sta prendendo sempre più piede in un sistema capitalista quale il nostro. Sembra che cominci a sparire quella mentalità che fino a qualche tempo fa, caratterizzava la società, la famiglia, la scuola; il giovane stesso sosteneva che per una completezza della formazione, il servizio militare era d'obbligo, un anno che avrebbe fatto crescere all'interno dell'animo dell'individuo la determinazione necessaria per affrontare la vita dell'adulto. Perchè allora oggi molti giovani per motivi religiosi, etici e politici non accettano di prestare servizio militare allo stato? Ai testimoni di Geova, che da tempo compongono il più considerevole numero di coloro che rifiutano il servizio militare di leva per i risaputi motivi religiosi, si sono aggiunti altri casi di mancanza alle chiamate che non appartengono nè ai testimoni di Geova nè a qualsiasi altra organizzazione religiosa, ma appartengono a movimenti, gruppi o solo a idee politiche che non riconoscono lo stato, nei suoi interessi politici ed economici.
Il servizio militare ha una funzione coercitiva che non si manifesta solo a livello fisico e quindi la costrizione della caserma, gli orari obbligatori, i lavori forzati ma è sopratutto a livello psicologico che mira al lavaggio del cervello nei confronti dei giovani obbligati a prestare il servizio militare. Ciò che gli ufficiali, i burocrati con funzioni di controllo continuano a ripetere come giustificazione della violenza impartita ai militari, è che l'esercito serve come difesa della patria, persistentemente minacciata dall'invasione dello straniero cattivo che viene a sottrarci la nostra libertà. Tutte cazzate! Il vero scopo è quello di distruggere ogni tendenza sovversiva al potere, ogni visione ideologica che tende a superare l'autoritarismo come sistema sociale. Si evidenziano così tre aspetti nella vita della caserma e sono:
1° l'autoritarismo portato fino all'esasperazione
2° l'imposizione dell'obbedienza sempre senza discriminazione o possibilità di critica alcuna
3° l'opposizione tassativa di poter esprimere qualsiasi opinione o lamentela.
vivendo in un sistema con regole vigenti di questo tipo si tende a volte a sacralizzare la figura dell'ufficiale adempiendo a tutto ciò che è il suo comando per non avere ulteriori rotture di .... Con queste forme di violenza si manifesta un mutamento nella coscienza del giovane creando in esso ciò che è alla base di questa società, ruffianesimo, menefreghismo, opportunismo individuale. Dunque il servizio militare ha un fine fondamentale che è determinare nel giovane un qualunquismo ideologico e una mentalità opportunistica. Il fine perciò è far uscire il giovane dall'esperienza del servizio militare con una prospettiva all'arrivismo e la predisposizione alla corruzione ed al ruffianesimo. In questo contesto gerarchico che è quello della caserma si evidenzia il controllo permanente sul soldato, il grado di classifica alle varie categorie, ufficiali, sottoufficiali, fino al caporale semplice hanno funzioni di controllo e di repressione in qualità di unica e vera arma per rincoglionire il giovane.

Perchè obiezione totale
Dopo aver fatto tutte queste considerazioni posso dire che l'obiezione totale è la lotta più fruttuosa in questo momento contro la struttura militare. La pratica dell'obiezione totale è quindi un mezzo per mettere in contraddizione ciò che sono le basi del militare, dunque le contraddizioni accennate prima. Innanzitutto la vera funzione dell' esercito non ha scopo liberatore ma bensì oppressore e repressore. Penso che comunque il sistema autoritario presente nelle caserme sia un oltraggio alla dignità della propria persona e inoltre in un contesto di vita sociale, oggi è molto più difficile farsi obbedire e dare ordini per la tendenza all'insubordinazione che prolifica nell'ambito della scuola, della fabbrica e della stessa famiglia, proprio per il fatto che sta venendo meno la fiducia nell'autorità, in particolar modo quella militare, ancor più che non si ha la possibilità di poter anche solo lamentare delle violenze subite o il disagio della vita in caserma mentre nel lavoro, nella scuola, continua ad esistere l'illusione di aver voce in capitolo per mezzo dei sindacati, rappresentanti di classe, di istituto, ecc. ecc. L'obiezione di coscienza totale, contesta i principi autoritari nel suo complesso e dunque l'esistenza stessa della struttura di potere.

[...]

La vera funzione delle forze armate
Per sottolineare le vere funzioni delle forze repressive, vorrei rammentare alcuni episodi che hanno svelato la loro vera natura:
- nel 1969 a Roma, durante una manifestazione di 100.000 operai metalmeccanici, la sede della confindustria è presidiata dai militari in assetto di guerra e da carri armati pronti per la repressione;
- nel 1971 a Reggio Calabria vengono inviati reparti di alpini a soffocare la rivolta della città;
- nel 1972 a Milano avvengono duri scontri tra militanti della sinistra e polizia in cui un manifestante rimane ucciso;
- nel 1987 a Torino durante un concerto autogestito tenuto in una piazza, le forze dell'ordine ritenendo l'iniziativa illegale, hanno provveduto ad un attacco violento, spianando mitra e pistole contro i presenti;
-nel 1988 a Roma, durante una manifestazione degli operai Indesit, dopo non aver rispettato gli accordi con i dirigenti sindacali, la polizia ha attaccato duramente il corteo;
- nel marzo 1989 a Livorno, i Camalli hanno duri scontri con le forze repressive, i carabinieri, dopo alcuni incidenti, caricano violentemente i portuali.
Esempi come questi se ne possono fare a centinaia, di repressione militare avvenuta in Italia e in tutto il mondo, penso che tutti questi episodi non abbiano bisogno di commenti, essi mettono chiaramente in luce quali sono le funzioni militari. Ecco perchè il NO non è rivolto solo all'esercito italiano, ma NO a tutti gli eserciti nati per la difesa di quei pochi che si sono messi in testa non solo d'impadronirsi degli spazi sociali usati per il loro lucro e arricchimento personale, ma di tutto ciò che nessuno avrebbe diritto di toccare, e vale a dire tutta la natura terrestre (foreste, animali, terreno,aria, mare) cosa però che hanno già fatto, prendendo decisioni autonome a loro compiacimento. Il fatto che la natura sia a disposizione dell'uomo non vuol dire che bisogna disboscare per installare nuove cattedrali produttive, non vuol dire che la merda che si produce debba essere nascosta nelle distese marine, dissolta nell'aria o sotterrate. Probabilmente questi cosi detti "borghesi" hanno interpretato male la legge fisica naturale abusando estremamente su ciò che è a disposizione di tutti, riportando danni irreparabili per l'ecologia.

tratto dalla fanzine: "quando la patria chiama...rispondi signornò!"

mercoledì 20 giugno 2012

'micidiali '90: 'sabbiature di stato

Uno spettro si aggira per il mondo, o per lo meno sulla stampa di tutto il mondo. Lo spettro sterminatore e moralizzatore dell'aids. Quasi come folgore divina, esso si abbatte primariamente sulle categorie "più degradate" moralmente e immunologicamente di questa nostra collettività umana: gli omosessuali e i tossici, la feccia della terra. L'ipotesi ufficiale la conosciamo: il virus (HTLV III per gli americani - LAV per i francesi) è endemico nel centro dell'Africa, trasmesso a quelle popolazioni dai macachi del luogo (mah !!!).
Con gli schiavi del '700 viene esportato (anche) ad Haiti e là se ne sta buono per un 300 annetti più o meno, poi improvvisamente nel 1981 decide di sbarcare negli USA usando come veicolo i gruppi di homosex gaudenti e vacanzieri che laggiù fanno meta frequente (ma non certo da ora!).
Quindi abbiamo stò vecchio virus, come un passeggero qualsiasi decide alla sua veneranda età di smuovere un pò le chiappe e farsi un giro del mondo. E scoppia l'epidemia inarrestabile.
MA SE NON FOSSE COSI'?
In Germania dall'anno passato si sta sviluppando un dibattito sulla concreta possibilità che il virus dell' aids non sia poi così vecchio e che non abbia una provenienza così esotico-avventurosa ma bensì quella asettica e recentissima dei laboratori di ricerca e sperimentazione di biogenetica tumorale.
Quella che segue è la traduzione di un articolo pubblicato nel n.23 del giornale tedesco "WECHSELWIRKTING 1984" e ripubblicato nel n.10 del giornale comunale di Mannheim il 7/03/85 in cui uno scienziato sotto pseudonimo fa il punto su questa ipotesi.

Da quando hanno scoperto l'aids nel 1981, ci sono state tante speculazioni, specialmente in America, dove crescono e sono cresciute, teorie e supposizioni sulle origini, sulle cause e sui gruppi soggetti a rischio di questa terribile malattia. I moralisti e Reagan hanno usato l'aids per discriminare diverse minoranze come gli omosessuali o i profughi di Haiti. Ora si sa che un virus di tip D causa l'aids, così non si può dire che lo stile di vita degli omosessuali porta alla morte. La malattia può essere trasmessa con il sangue o con altri liquidi del corpo. Poco tempo fa si scopriva che i virus si trovano spesso nelle ghiandole salivari e nella secrezione lacrimale. Allora ci vuole poca fantasia per capire come si può trasmettere. Con la scoperta del tipo di germe patogeno, finora sconosciuto con il quale viene distrutta una parte indispensabile e specifica per l'immunità del corpo dei globuli bianchi, radio, televisione, giornali cominciano a festeggiare la soluzione dell'indovinello dell'aids, ma rimane la domanda di come è stato possibile che un virus si potesse diffondere così.

I primi casi di aids venivano registrati ad Haiti e nello stesso tempo a New York. Le prime vittime ad Haiti vivevano quasi tutte nella capitale Port au Prince e si sa che questa è la città preferita di molti turisti nord americani. Nei primi tempi del diffondersi della malattia si usava Haiti come capro espiatorio e come località dalla quale si esportava l'aids, ma anche gli scienziati devono dire che il meccanismo può essere anche il contrario, cioè che l'esportatore della malattia fosse il turista americano.
Gli scienziati che studiano l'aids cominciarono a cercarne l'origine fuori dall' America e la trovarono nell'Africa centrale, nello Zaire, dove negli ultimi tempi c'erano stati casi di aids (specialmente le donne ne erano colpite). Si può dire che la storia dell'aids è ancora un'indovinello: perchè una nuova malattia in un certo tempo da un luogo specifico si sviluppa come epidemia senza collegamento con malattie del passato non si sa ancora di preciso. E questo permette quindi una domanda: la malattia è iniziata dove veniva scoperta, a New York? più precisamente: è possibile che la malattia si sia sviluppata solamente perchè venivano fatti esperimenti biogenetici? Esiste un rapporto tra aids e gli esperimenti fatti nello stesso tempo nella costa dell' Est in America con virus tomorali - esperimenti che creano sempre di più nuovi virus artificiali da testare sugli animali? O è possibile che un virus degli animali per esempio primati, possa attaccare l'uomo?
Aids di primati: una strana storia. All'inizio del 1983 si parla di una malattia simile all'aids che colpisce i primati la saids.
Questa malattia si era sviluppata contemporaneamente in due parti, nei due centri di sperimentazione sui primati degli USA (Suothborough- Massachussets e Davis-Califonia). 
Più informazioni sul saids si leggevano nel 1983 nei giornali scientifici. Si legge che a Davis, California nel 1969 si sono sviluppate quattro epidemie di saids, durante la più grave (1976/78) il 40% dei primati soprattutto femmine morì.
Il centro di sperimentazione di Southborough scriveva in altro modo. Loro dicevano che venivano fatti degli esperimenti con gli animali - Prendevano un tessuto di un Lynphoma dei primati (malattia tumorale del sistema linfatico dei primati) e si iniettava questo tessuto ad un primate sano. Dopo due anni il primate sano moriva di saids. L'aids non si conosceva nemmeno.Gli esperimenti con i primati che cominciarono nel 1975 in questo laboratorio nella costa Est, portavano al saids. In altre parole: gli scienziati sviluppavano un modello animale per una malattia umana prima che questa esistesse. Un'epidemia ancor più grave di saids fra animali di laboratorio ci fu nel 1980.
Normal Letvin, del centro di Southborough dice "le analogie fra saids e aids sono da notare e le diverse forme della malattia sono soltanto derivanti dalla  differenza della specie che reagiscono al medesimo impulso". Egli diceva che un gruppo di scienziati avevano isolato un retrovirus di tipo D del saids dei primati e questo virus era capace di contagiare una cultura di cellule umane.

Tratto da "AFASIA"



* * *






E' notte, il treno corre velocemente, fuori dal finestrino la luna è nera. Stendo le gambe sul sedile di fronte, distratto da un enorme ragno che si avvicina alla maniglia del freno di emergenza. Il dondolio del treno mi fa chiudere gli occhi. Passa il conduttore, mostro con disinvoltura il biglietto, tirando giù d'istinto i piedi dal sedile. La caviglia del piede destro batte contro qualcosa di rigido. Resto indifferente. Il conduttore esce dallo scompartimento. Mi abbasso, sotto il sedile, una valigetta nera. La prendo. La apro. Dentro, un passaporto americano ed una decina di fogli manoscritti in lingua inglese. Incuriosito inizio a leggere:
"... intorno al 1969 alcuni responsabili della NASA (ente aerospaziale statunitense, predisposto anche a risolvere problemi di sicurezza nazionale), della CIA (central intelligence agency alle dirette dipendenze del presidente degli Stati Uniti, raccoglie informazioni politiche ed economiche, organizza la guerriglia partigiana in territorio nemico, diffonde false notizie,...), del FBI (corpo di polizia con compiti investigativi nella materia di interesse federale fra le quali rientrano anche il ratto, il ricatto, il traffico di stupefacenti e i crimini contro la sicurezza del paese); di fronte al dilagare della sovversione nera nei ghetti e quella anarcoide, all'interno delle università;;;;;visto l'inutilità della repressione violenta, decidono di compiere in gran segreto una vera e propria battaglia batteriologica.
...creano in laboratorio uno strano virus, chiamato ACHNK (anarchy, communism, homosexual, negro, kill). In gran segreto Robert Torton, biologo della NASA, parte per una destinazione segreta dell'Africa centrale. (in questo punto la lettera è molto difficile: riesco solo a decifrare la parola Zaire). In questo laboratorio segreto nel cuore dell'Africa, il virus viene iniettato nei cercopitechi verdi, un tipo di scimmia.
I risultati sono confortanti, il virus si espande velocemente nelle scimmie, tanto che nella Casa Bianca arriva l'autorizzazione ad iniziare l'esperimento sulla popolazione nera di un piccolo villaggio dello Zaire.
...25 mesi, lo scienziato americano non ha più il controllo del virus, ed in laboratorio non è ancora riuscito a trovare l'antidoto. Il virus viene inviato in USA nei laboratori della CIA;......invece di iniziare le ricerche per renderlo inoffensivo, aprono un nuovo focolaio ad Haiti......spargono il virus nei ghetti neri e portoricani, nelle comunità gay...nelle pizzerie italiane,....della città di New York.....Gli ospedali americani segnalano i primi casi di contagio da virus sconosciuto nel 1979 e riguardano alcuni omosessuali newyorkesi....Fino al maggio del 1983 si avanza ogni tipo di ipotesi, e si brancola praticamente nel buio. Poi, dall'istituto Pasteur di Parigi, il francese Luc Montagnier diede questo tipo di spiegazione: a provocare la sindrome era un virus, il Lymphoadenopathy virus o lav. Contemporaneamente l'americano Robert Gallo del National Cancer Institute di Bethesd, isola oltre oceano l'HTLV-3, Human T.cell Leukemia virus. Lav e HTLV-3 sono due varianti di un medesimo virus, e oggi francesi e americani hanno deciso di ribattezzarlo il virus HIV, ...
Robert Torton spaventato da ciò che ha creato chiede un incontro con la CIA...viene fissato per il mattino del 27 giugno 1980 in un bar centrale in piazza maggiore a Bologna...all'aeroporto del capoluogo emiliano a Torton viene comunicato che l'appuntamento è stato spostato per motivi di sicurezza alla sera nella stazione centrale di Palermo...prenotazione....DC 9 I-TIGI della società itavia....L'aereo decolla con due ore di ritardo da Bologna e alle ore 20.59'45 giunto all'altezza di Ustica scompare dagli schermi radar di Roma Ciampino e nei minuti seguenti non risponde alle chiamate di Roma Controllo che utilizzò per questo, come ponte, anche altri aerei in volo nella zona. Alle 21.11' Roma Controllo chiese a Palermo avvicinamento, se avesse ancora sotto controllo il DC 9 al centro radar della difesa aerea di Marsala, e se fosse in grado di dare informazioni a riguardo....Rapporto CIA/SIFAR 2 prot. &)...uno degli esperti del NTSB, National Transportation Safety Board, un certo ingegner John Maciduli, incaricato dai suoi superiori di assistere gli inquirenti italiani, fece pervenire loro una prima relazione datata 13/11/80, nella quale si metteve in evidenza la presenza, nel tracciato radar Marconi di Ciampino, di tre echi attribuibili ad un oggetto che viaggiava, ad una velocità compresa tra i 300 e i 550 nodi e ad una quota non conosciuta, parallelamente alla rotta dell'aereo durante i primi due eco....Rapporto CIA/SS 7 alla pagina 11....nella relazione del 16/12/80 consegnata da Davanzali Aldo, presidente dell'itavia al sostituto Santacroce tra l'altro si leggeva: alcuni momenti prima dell'incidente inizia la serie di tracce radar, correlabili tra loro con una velocità pari a circa 1220 Km orari, di aerei intercettatori militari....questi dati identificavano una traiettoria intersecante da ovest verso est la rotta del veivolo I-TIGI con un angolo di attacco di circa 90° dalla rotta stabilizzata....in uno dei corpi delle vittime è stata rinvenuta una scheggia di metallo....facente parte di una struttura di sostegno del carrello principale posto al di sotto e in posizione esterna rispetto alla cabina passeggeri. Questo frammento ha rivelato tracce di fosforo, sostanza riconducibile a cariche di ordigni bellici.... (tutti gli organi competenti degli stati interpellati, USA, Francia, Germania, Gran Bretagna, Israele ad eccezione della Libia che ha fornito risposte evasive, hanno escluso che nella zona dell'incidente ci fossero aerei e navi dei loro rispettivi paesi). Rapporto NASA/Presidente degli Stati Uniti 001....gli aerei usati per la missione...sono stati terminati...ora possiamo passare alla fase tre...."
Il ragno della notte riesce a tirare l'allarme, s'innesta la rapida ed il treno si ferma bruscamente. Cado dal mio sedile. Un'ombra svanisce sotto i raggi della luna decisamente nera. Metto le scarpe. Ormai tutta la pianura sta bruciando, ma questa è un'altra storia..........
il nostro inviato da LA PAZ

Tratto da "LUNA NERA"

lunedì 28 maggio 2012

'micidiali '90: Dalla Melancolia alla Cinetica dei corpi

Quante volte
mi sono cibato di menzogne
Puoi trovarle ad ogni angolo della strada
negli occhi dei corrispondenti
nelle pubblicità

Quanti veli ancora
tarpano gli occhi
Quanto tempo è andato senza trasparirli
cercando gli altri
come cieco il suo cane

Poi
ti accorgi
che quello che non hai mai cercato
sei proprio tu

Conosci te stesso
Ricorda te stesso

giovedì 22 marzo 2012

'micidiali '90: Contro la guerra del petrolio!

GIUSTA, BREVE, PULITA. Questi sono gli aggettivi che più ricorrono, nella propaganda dei mezzi di informazione borghesi, per qualificare la guerra nel Golfo.
Questa guerra non è giusta. Il diritto internazionale e la libertà del Kuwait sono scuse pietose. Delle risoluzioni dell' ONU il governo Usa e i suoi vassalli si ricordano solo quando fa loro comodo. Per quanto riguarda il popolo del Kuwait essere oppressi dall'emiro o da Saddam non fa una gran differenza. Se non altro l'invasione del Kuwait è un colpo al dominio e allo sfruttamento del capitalismo sui paesi del Terzo Mondo.
Ma forse quando certi signori  parlano di libertà intendono la loro libertà di sfruttare gli altri.
Questa guerra non sarà breve. Dura già da un mese e le operazioni di terra non sono nemmeno cominciate. E i bombardamenti proseguono così a lungo proprio perchè le forze alleate sanno che l'avanzata delle loro truppe non sarà per niente facile e rapida. Intanto le azioni delle imprese costruttrici di bare salgono alle stelle a Wall Street.
Tantomeno la guerra si può dire pulita. Prima i mass-media dei padroni parlano di bombe intelligenti capaci di colpire l'obiettivo con na approssimazione di due metri, e quindi in gradi di limitarsi a colpire gli obiettivi militari. Peccato però che non abbiano ancora inventato le schegge intelligenti. Adesso però hanno fretta e non vanno più tanto per il sottile; sono passati ai bombardamenti a tappeto coi B-52. Il massacro del rifugio di Bagdad lo dimostra. La Raf inglese dice che per errore ha ammazzato 120 persone in un mercato rionale.
L'ex ministro della Giustizia statunitense Ramsey Clark ha dichiarato che i morti civili iracheni sarebbero 6-7mila. Veramente un'operazione di polizia in grande stile. Altri parlano di 100mila morti.
"Il presidente (Bush) parla di bombardamenti accurati. Ebbene, lasciate che vi dica che in prossimità delle zone bombardate che ho visto non c'era nessun danno collaterale ad installazioni militari", afferma rincarando la dose Ramsey Clark. E come se tutto ciò non bastasse, vari esponenti dell'amministrazione Bush e dei vertici militari alleati hanno cominciato a ventilare l'ipotesi di usare il bombardamento nucleare per vincere la guerra.
Fare piazza pulita dell'Iraq e della sua popolazione, questo è il loro concetto di guerra pulita.
Adesso, dopo un mese di guerra e migliaia di morti non c'è più lo choc dei primi giorni. Nelle piazze non si vedono più folle oceaniche che inneggino alla pace e magari gridino "Chi non salta è un iracheno".
La guerra c'è malgrado gli appelli - cinici o onesti che siano- alla pace. Questo fatto ha cambiato l'atteggiamento di milioni di persone. Ancora una buona parte degli italiani (dicono i sondaggi) è contro l'intervento italiano, ma molti pensano che non resta che sperare in una vittoria rapida degli Usa perchè "tanto noi non possiamo fare niente per fermarla".
Non è strano che ci sia questo stato d'animo se consideriamo come si sono comportati i dirigenti del sindacato e quelli del Pci-Pds.
I primi, dopo aver convocato uno sciopero di 5 minuti (!!!) il 15 gennaio "per la pace" hanno resistito a tutte le pressioni dei consigli di fabbrica e dei singoli lavoratori che il 17, il 18 e il 19 sono usciti a centinaia di migliaia in piazza esigendo la convocazione dello sciopero generale contro l'intervento nel Golfo e per il ritiro delle truppe italiane dal Golfo.
I secondi, dopo un "acceso" dibattito nel congresso di Rimini, hanno approvato una mozione per il ritiro delle truppe italiane dal Golfo. Ma il giorno dopo l'hanno messa nel cassetto e niente è stato organizzato per portarlo a compimento. I dirigenti di "Rifondazione Comunista", Cossutta e Garavini, hanno promesso che presenteranno la mozione in parlamento, ma finora non si è vista una spiegazione e una mobilitazione nelle piazze, senza la quale la mozione parlamentare ha solo un valore testimoniale.
Non ci possiamo stupire di tutto ciò se consideriamo che per mesi tutti questi dirigenti - tra cui Cossutta e Garavini - hanno appoggiato l'embargo e le decisioni dell' ONU limitandosi in alcuni casi a chiedere la continuazione delle pressioni diplomatiche.
Su queste basi, se si accetta che la colpa ce l'ha tutta Saddam, allora non ci si può opporre all'intervento e dunque la giuerra! Infatti l'embargo è già una misura di guerra e se si dimostra insufficiente è ovvio che si passi a misure più serie. Non ci si può limitare a negare le conclusioni della politica di Bush quando se ne condividono tutte le premesse.
E' necessario fare chiarezza e spiegare attraverso quali passaggi si è arrivati all'attuale crisi del Golfo. Certo un' analisi di questo tipo mette in crisi non solo la politica dei governi italiano, Usa e degli altri paesi verso questa nazione, ma anche lo stesso "sviluppo" dei paesi industrializzati, costruiti sullo sfruttamento dei propri lavoratori (40mila morti sul lavoro in Europa nel 1989) e delle popolazioni del Terzo Mondo. Solo in questo modo è possibile costruire un'alternativa all'attuale governo pentapartito, fermare la guerra e impedire che ve ne siano in futuro.
Purtroppo gli stessi problemi che si pongono al movimento operaio italiano si vedono anche in altri paesi; quello che manca è una direzione politica in grado di guidare la classe lavoratrice fuori da una guerra fatta esclusivamente per gli interessi dei padroni.


Comitati contro la guerra imperialista (20-02-1991)

lunedì 13 febbraio 2012

'micidiali '90 (quando la neve era cosa normale):polenta Angelica con Mario Zanzani

Questi giorni di neve hanno riportato alla memoria nevi ben più copiose e durevoli. 
Quelle appunto degli anni novanta a Bologna...L'Italia allora non era così sfasciata ed era più resiliente.

Dalle nevi dei ricordi, attraverso i fumi vaporosi della polenta che sboffa nel paiolo, con il sigaro in bocca e un bicchiere di vino in mano, girando vorticosamente l'amalgama perchè non faccia grumi, ho rivisto a cena Mario Zanzani...




giovedì 1 dicembre 2011

'Micidiali '90 : del senno di poi son piene le fosse

1984: NUCLEARE E' BELLO!

LA FORZA E IL FASCINO DI UNA PAROLA NUOVA
Siamo i figli dell'era atomica -la nostra generazione è sull'orlo della crisi di Cuba - quella precedente sulla vergogna di Hiroshima e Nagasaki.
 Siamo i figli della rassegnazione.
Siamo i figli dell'ignoranza.
Siamo i figli della passività.
Cuba, Hiroshima, Nagasaki, Bikini, Comiso, Tree Mile Island, Harrisburg, Windscale, sono le punte dell'iceberg, le vetrine in cui si rispecchia tutto il primitivo radicato nella nella nostra società-civiltà di cui andare orgogliosi, della nostra civiltà evolutasi per metà.
Date in mano ad un primate il potere dell'atomo e si comporterà come un dirigente della General Electric, o della Westinghouse, o un parlamentare fottuto, o un meraviglioso esperto tutto sorrisi e sicurezza, o un militare di alto o basso grado 8che importa). Oppure si aprirà gli occhi le orecchie e la bocca per soffocare lo sgomento e le migliaia di interrogativi che un minimo di ascolto alla propria coscienza li provocherebbe?????????????????????????????????????Interrogatevi.
Chi vuole imporre lo sfruttamento dell'energia nucleare per la produzione di energia elettrica? Perché? Chi lo accetta? Che cosa comporterebbe il suo realizzo a larga scala tanto auspicato?
Forza copriti gli occhi ancora una volta per non leggere, per non informarti, per non renderti cosciente, per non scoprire che chi vuole il nucleare è la stessa gente che ha voluto il petrolio (e non solo quello) in modo da dare impulso ad un tipo di produzione industriale centralizzata ad alto consumo energetico in modo da monopolizzare energia e produzione ad essa collegata. In modo da sviluppare una tecnologia altamente inquinante per poi produrre depuratori e altri capitali...l'omicidio Mattei nei primi anni '60 non ti ricorda nulla?
Ma ora il petrolio manca, costa caro, gli arabi hanno imparato bene da noi a sfruttare risorse che per legge divina (del dio Denaro) prima erano totalmente sfruttate da qualche innocente e civilizzatrice multinazionale. Hanno imparato bene l'arte della speculazione ( così ora questi paladini della vita civile preferiscono concentrare i loro benevoli sforzi in America Latina o magari in Africa e i loro cugini Rossi in Afghanistan, e chi più ne ha più ne metta).
Così ora questi paladini del progresso hanno riscoperto quell'atomo che fino a quando il petrolio costava poco, era solo una qualche cosa da tenere sotto segreto militare per costruire l'orgoglio della tecnologia umana a forma di fungo.
La forza e il fascino di una parola nuova:
ENERGIA NUCLEARE PER LA PACE 
E da allora Militari e Multinazionali sono andati ancora più d' accordo di prima.
E da allora tutto quello che negli anni '50 era stato poco più che un gioco in cui spendere milioni di dollari divenne una realtà in cui investire (o buttare, a seconda dei punti di vista) miliardi di dollari. L'unica alternativa per salvare la società dal buio e dal freddo (grazioso ricatto basato sui famosi black-out di qualche anno fa ingegnosamente architettati per convincerci meglio). Ma nessuno si è mai chiesto se per caso non potesse essere l'unica (o la migliore) possibilità di perpetrare questo tipo di società, questo tipo di produzione, questo tipo di rapporto con il lavoro, questo tipo di merda? O addirittura il salto irreversibile verso un futuro sempre così?
Pochi e grossi punti di produzione di energia facilmente controllabili tramite i quali detenere il potere assoluto. Da allora fior di programmi a larga scala e progetti fantastici sulla tout-court  del petrolio con l'uranio, fantasiosi rapporti dei vari organi governativi sulla indiscutibile sicurezza ed economicità del nucleare stesso. Ma non farci caso se tutte queste menzogne sulla sicurezza vengono divulgate dalle stesse persone che hanno interesse che si diffondano a macchia d'olio i reattori e tutta l'industria a loro collegata, non è logico che sia così? Meno logico è forse che milioni di coglioni gli diano fiducia, ma anche per questo non è logico che sia così?
E' SEMPRE ANDATA COSI' ? Mal comune mezzo gaudio. Purtroppo per questa brava gente, lo sviluppo del nucleare ha portato a qualche sfortunata conseguenza sulle loro carte come eventi con probabilità di accadere sull'ordine dello 0,00000000..1%.
MA CHE PECCATO. Se però si tiene conto che i loro rapporti sono montagne di numeri presso che composti a piacere, ci si può rendere conto (bende sugli occhi, mani sulla bocca, tappi alle orecchie permettendo) che tutto ciò non era che una serie di fatti inevitabili a cui si è corsi incontro a braccia aperte coi dollari in mano e il sorriso sulle labbra. Incidenti, guasti, cancri, leucemie, danni genetici ( e qualche migliaio di bombe in più). Ma che brutte parole, in fondo queste presunte catastrofi non hanno causato che poche misere morti, se confrontate con altri eventi riguardanti diverse tecnologie, tutto questo è indiscutibilmente vero, ma i danni provocati dalla contaminazione radioattiva sono radicalmente diversi da inquinamenti chimici o incidenti di origine chimica e si possono manifestare anni o decine di anni dopo l'assorbimento. Come fare poi a mettere in relazione l'insorgenza dei cancri a qualche fuga radioattiva? Pensa che grazie a qualche esplosione o fuga radioattiva anche tu domani o fra un anno o magari dieci potresti scoprirti addosso il male del secolo...
Ah, già dimenticavo le bende agli occhi, le mani alla bocca e i tappi alle orecchie...
Continua ad accendere le TV, vivi il tuo rapporto di distruzione con l'ambiente, dell'uomo sull'uomo,...
C'è da dire che una centrale nucleare per irradiare non ha bisogno di incidenti o guasti, ma basta il suo funzionamento per diffondere radiazioni in modo costante a bassa intensità e, al contrario di quanto sostengono i nostri beneamati esperti, pure queste sono estremamente dannose, entrano nella catena alimentare ed arrivano nel tuo stomaco, nel tuo sangue...
E poi la centrale ha bisogno di uranio. Ed eccoci così arrivati a dare un'occhiata al "ciclo dell'uranio" che dall'inizio alla fine produce veleni chimici e radioattivi. Non lo sapevi? Nessuno si è mai curato di fartelo sapere? Accidenti che imperdonabile leggerezza! Non te lo saresti aspettato dalle brave persone che ti dicono "nucleare è bello, sicuro ed economico". Benemeriti giovialoni.
Allora, estrazione-raffinazione-arricchimento- fabbricazione delle barre di combustibile-esaurimento nei reattori-ritrattamento-esaurimento di nuovo nei reattori-stoccaggio delle scorie, costituiscono fonte di inquinamento  o di incidente. 
E le scorie,assieme alle centrali esauste, sono l'eredità lasciata a quei poveri cristi dei nostri figli, in quanto rimangono radioattive per migliaia di anni: pensa che se gli egiziani del tempo dei faraoni avessero posseduto la tecnologia nucleare, dovremmo tutti fare i conti, anziché con le piramidi,con cumuli di scorie e centrali sepolte sotto metri di cemento armato.
E seguendo le orme dello sfruttamento del petrolio si continua a stravolgere l'equilibrio ambientale e biologico, ma non solo, anche quello umano, sociale e politico...
Lo stesso ciclo dell'uranio e in grado di dirci (sempre se ti va di ascoltare) che il nucleare non è poi così economico come vorrebbero far credere.
Con gli stessi capitali scialacquati  si potrebbero creare milioni di posti di lavori in agricoltura (non basata su fertilizzanti chimici) o costruire pannelli solari. Hai letto bene? Energia solare? O qualche altro cavolo di energia alternativa tipo idroelettrica o elolica o geotermica? Robetta.
Se però una decima parte degli investimenti che si impiegano per il petrolio e per il nucleare venissero utilizzati per lo sviluppo di queste tecnologie probabilmente una buona parte dei problemi energetici sarebbero risolti, ma questo nell'ambito di una struttura sociale e produttiva radicalmente diversa. Perchè bisogna metterselo bene in testa:
Crisi energetica? - Crisi della loro energia, della loro impostazione produttiva, dei loro fondi tecnologici che con il nucleare si vuole rafforzare. Infatti una produzione assai più autonoma di energia basata sulla combinazioni di tutte le fonti alternative sarebbe in grado, non solo di soddisfare il bisogno energetico ma anche di modificare il rapporto tra soggetto e energia, tra l'uomo e il suo prodotto, tra l'uomo e l'ambiente, tra l'uomo e l'uomo.
PER NON SOCCOMBERE NELL'ATMOSFERA FUMOSA, SCURA E ASETTICA DELLE CATTEDRALI DELL' ATOMO. LORO SONO I VERI PASSATISTI CON LE LORO LOGICHE DI SFRUTTAMENTO E RICATTO ENERGETICO!!!

Yeti;1984: NUCLEARE E' BELLO!-tratto da "Furiosa 1993"-

lunedì 22 agosto 2011

'micidiali '94 - Lo spot globale

Mentre il G7 scialacquava il lato frivolo del mondo che conta, ai mondiali di calcio U.S.A. lo spot globale prende il sopravvento sul pallone.
A poche settimane dalla fine del mundial le vendite di spray nasali a base di efedrina superano abbondantemente ogni previsione, attestando il prodotto ai vertici delle vendite farmacologiche; il tutto in un periodo, l'estate, notoriamente fiacco per un siffatto genere terapeutico.
La prima telepromozione globale ha visto la partecipazione dell'intero mondo dei media: un gigantesco apparato di telemarkettari si è prodigato a sciorinare a tutti i lettori e gli ascoltatori le straordinarie capacità terapeutiche della droga in questione ( é meglio del Taurus afferma un telegiornale RAI!).
Il merito del rocambolesco, pittoresco spot va comunque alla FIFAcorporation!
Attore non protagonista di questo spot, dal vago sapore soap,
lui,
El pibe de oro,
incastrato ancora una volta nel ruolo dello scoppiatone!



P.S.: Blatter e la FIFA sapevano anzitempo dell'assunzione di efedrina da parte di Dieguito...

a proposito...

l'efedrina, prodotto di sintesi chimica che si rifà alle molecole della sostanza psicoattiva della pianta "mau huang", è una droga altamente mortale (anche se la puoi trovare in comuni spray nasali da banco)!!! Mettendo sotto sforzo innaturale il sistema cardiocircolatorio è portatrice di problemi vascolari e lesioni irreparabili al sistema venoso e ai tessuti cardiaci: in  poche parole ti scoppia il cuore in petto!!!

domenica 31 luglio 2011

Bologna, 'micidiali '90: il crescentone salvo grazie a tangentopoli

L'esplosione di tangentopoli nel 1992 non colse impreparato il sistema di finanziamento occulto ( e spesso anche illecito) del partito comunista felsineo.
Il denaro proveniva da due filoni principali: gli appalti edili e le cooperative, senza tralasciare manifestazioni come la Biennale ed il Made in Bo.
Quando Mario Chiesa iniziò a vuotare il sacco, a Bologna si chiusero in tutta fretta cantieri in essere e in avvenire e alcune cooperative dai bilanci "troppo compromettenti".
Il crescentone di Piazza Maggiore deve la sua salvezza proprio a tangentopoli: il becero progetto di trasformare la piazza in una gigantesca scacchiera, sbandierato in pompa magna ai quattro venti, si dissolse nel nulla.
Così come si dissolse nel nulla, tramite procedura fallimentare, la principale cooperativa di servizi sociali della città: la S.P.E.E.P. coop con sede centrale in via della zecca, di fronte alla questura di Bologna.
Centinaia di operatori sociali si ritrovarono senza lavoro e senza stipendi arretrati.

sabato 30 luglio 2011

Bologna, 'micidiali '90: La Fabbrika contro la mafia rossa

Un anno fa, Christina ed Hendrix aprivano alla collettività una vecchia fabbrica abbandonata nel cuore della Bolognina situata ad alcune centinaia di metri dalla stazione centrale. L'occupazione di questa area enorme (33.000 metri quadri), al di là delle cifre della planimetria, rappresenta l'inizio di una serie di dinamiche il cui sviluppo è destinato ad incidere sugli equilibri sociali e politici in città. In contrasto con gli interessi e le aspirazioni delle varie componenti degli occupanti e del Centro Sociale Autogestito recentemente costituitosi all' interno dell'occupazione, sono presenti una controparte amministrativa rappresentata dal comune e la proprietà, che comprende alcune grosse cooperative di costruzione in attesa dell'attuazione di un nuovo PRG che consentirà un'eventuale espansione del Fiera District.
In Fabbrika sono confluiti nel corso del tempo dei soggetti tra i più disparati, ognuno con la sua storia e le sue specificità. L'occupazione ha vissuto di conseguenza dei momenti di crisi e di confronto spesso assai aspri che hanno comunque riaperto una esigenza di dibattito, tra gruppi e singoli, per la ridefinizione degli ambiti di sperimentazione politica e culturale in città.
Quest' inverno è stato duro resistere al freddo e alle difficoltà che sono tuttora tante e non completamente ovviate.

Negli ultimi mesi, a seguito dell'acuirsi del flusso immigratorio il Comune di Bologna si lancia alla ricerca di alloggi di fortuna per gli immigrati extracomunitari ricavando dei posti letto prinipalmente da vecchie scuole abbandonate. Nel corso del tempo si instaura una trattativa con una componente degli occupanti della Fabbrika a partire da una proposta del comune di alloggiare provvisoriamente 32 lavoratori extracomunitari nei locali della Fabbrika. Dopo un primo rifiuto dettato da motivi di ordine igienico alcune persone dichiarano la loro disponibilità ad ospitare degli extracomunitari con la condizione di una ristrutturazione dei servizi che viene iniziata e poi sospesa da una squadra di operai in qualche modo organizzati dal comune.
Il lavoro realizzato consiste nella costruzione di due muretti che delimitano i cosidetti "loculi" (2 metri per 3, forse meno) dove vengono sistemati alla meno peggio 32 extracomunitari. Sul muro, racconta un occupante, il comune ha, per la gran fretta, "dimenticato" di stendere l'intonaco.
L' operazione, comunque, suscita immediatamente reazioni vivaci e indignate da parte di molti occupanti e dei compagni del Centro Sociale Autogestito "La Fabbrika". Per tutti è evidente come il comune si comporti da Ponzio Pilato evitando di affrontare il problema degli alloggi che a causa delle pratiche speculative delle immobiliari e dell'inerzia nella gestione del patrimonio pubblico, sta diventando sempre più drammatica sia per gli immigrati che per gli italiani.
L' assemblea ha quindi indicato la via della requisizione delle case sfitte da parte del comune e comunque la pratica dell'occupazione come mezzo di lotta per la risoluzione dell'emergenza abitativa.

Un giornalista di Repubblica all'indomani della conferenza stampa tenutasi alla Fabbrika annunciava che l'assessore Bartolini si sarebbe ripresa i suoi 32 uomini. Nel frattempo gli immigrati non tutelati dai muretti della vergogna sono aumentati e ora accanto ai "garantiti" dell' assessorato agli affari sociali vivono, in condizioni ancora peggiori, un' altra cinquantina di persone. Il tentativo del comune di dividere gli occupanti tra bianchi e neri, e tra garantiti e non garantiti fallisce.
Una assembea generale della Fabbrika si trasferisce in massa alla conferenza sull'immigrazione tenuta dall'Ass. L'altra Italia-Avvenimenti al palazzo dei Notai e qui viene denunciata l'incoerenza e l' irresponsabilità del comune nei confronti degli immigrati e del problema casa.
Gli uomini e le donne degli assessorati, dopo un ultimo sopralluogo volto a censire i "loro" immigrati, annunciano laconicamente la fine degli interventi del comune data la totale carenza di fondi ( hanno finito le presunte 400.000 lire del muretto). Anche a Bologna siamo dunque arrivati alla fine del Welfare. La cosa non ci sorprende nè ci turba più di tanto. Delle elemosine possiamo anche farne a meno.

Le varie assemblee del C.S. Fabbrika hanno comunque rimescolato le carte in tutti i sensi. Il comune è da considerarsi una controparte. Cresce l'esigenza di un maggiore coordinamento all'interno delle varie situazioni presenti in Fabbrika per garantire una migliore qualità della vita ed un intervento che affronti il complesso delle attività che si svolgono dentro l'occupazione. Si sta preparando un video sulla condizione degli immigrati a Bologna con scene abbastanza esplicative sulla situazione in Fabbrika e in altri punti caldi della città, con riprese tipo close-up delle lacrime di coccodrillo di Bobo Varani e della sua collega del comune (assessorato alle politiche sociali) che cerca di impiccarsi con la sua collana di similperle.
Operatori giuridici e medici si sono proposti di istituire un centro di assistenza medico legale e si invita la gente a partecipare alle assemblee ed a portare un proprio contributo aspettando un'altra invasione di extracomunitari in occasione della ricorrenza della rivoluzione francese: decine e decine di ballerini e ballerine dall' Africa e dall' Asia diretti da Eugenio Barba dell' Odin Teatret di Holsrbro
( Danimarca) invaderanno la Fabbrika.
Un altro gruppo di stranieri lontani.
Lontani da dove?


Il 28 dicembre 1990 venne attuata la decisione presa dall'amministrazione con il piano antioccupazioni: all'alba decine di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa coadiuvati da operai di un'impresa edile emiliana col volto travisato entrarono nell'ex area industriale; in poche ore tutti i capannoni del complesso vennero demoliti.