Una Salvazione solitaria che lasci il mondo alla sua sorte m'è quasi disgustosa. Sri Aurobindo
SUNN IL MITE NON EFFETTUA ALCUN MONITORAGGIO O ANALISI DEI DATI DEGLI UTENTI
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venerdì 8 febbraio 2013
lunedì 7 gennaio 2013
martedì 30 ottobre 2012
mercoledì 1 agosto 2012
Anche su The Guardian si denuncia la Geoingegneria (Italia: un piano di “riduzione delle precipitazioni”?)
Ecco l’articolo: Geoengineering projects around the world – map
ETC Group has produced a world map of geoengineering that represents the
first attempt to document the expanding scope of research and
experimentation in the large-scale manipulation of Earth or climate
systems
Scelto per voi da PEPE RAMONE
mercoledì 25 luglio 2012
Il primo effetto della geo-ingegneria atmosferica: le nuvole si abbassano --- The first effect of geoengineering : the clouds are getting lower
Il primo effetto di decenni di geoingegneria clandestina si riscontra nell'abbassamento di altitudine dei fenomeni metereologici, con conseguente avvicinamento al suolo delle turbolenze atmosferiche.
NASA Satellite Finds Earth's Clouds are Getting Lower
giovedì 21 giugno 2012
mercoledì 13 giugno 2012
domenica 27 maggio 2012
domenica 15 aprile 2012
1923: i primi vagiti della geo-ingegneria
L'aeroplano
attacca le nuvole
“Un
giorno lavorando nella mia camera ho udito il rumore di un aeroplano
che passava. Guardando dalla finestra ho visto un apparecchio che
picchiava dritto in una nuvola. Per qualche secondo è sparito
interamente nella nuvola, poi è riapparso dall'altro lato della
nuvola, l'apparecchio si trascinava dietro una leggera fumata come
una coda. Guardando più attentamente ho visto che era della polvere
che si gettava dall'aeroplano. Allora ho compreso che era Warren che
faceva i suoi esperimenti. L'aeroplano attraversò la nuvola cinque o
sei volte. La nuvola si schiariva sempre più e dopo tre o quattro
minuti sparì del tutto. La stessa cosa si produsse per la nuvola
vicina dopo che l'aeroplano l'ebbe attraversata più volte. Dopo la
seconda, una terza nuvola sparì senza lasciar traccia”.
Questo
è ciò che scrive, nel 1923, Orville Wright, uno dei fratelli
creatori dell'aeroplano.
Nel
1903 lui e suo fratello hanno costruito il primo aeroplano. Era un
apparecchio goffo che decollava difficilmente e poteva salire appena
a qualche metro da terra. Vent'anni più tardi Orville Wright ha
potuto vedere con i suoi occhi il primo combattimento fra un vascello
aereo e le nuvole.
…
Chi
è dunque questo Warren di cui parla Orville Wright?
Warren
è professore di università in una città degli Stati Uniti, Itaka.
Faceva i suoi esperimenti con un altro professore, Bancroft. Per
attaccare le nuvole si era prestato a Bancroft e a Warren un
aeroplano da guerra. Questi installarono nell'aeroplano un
dispositivo che doveva dare alla sabbia una carica elettrica. La
sabbia era dispersa dall'elica dell'aeroplano. Quaranta kg. di sabbia
erano sufficienti per far sparire una nuvola di alcuni km. di
lunghezza e di 500 m. di profondità. In meno di un minuto si apriva
dall'alto in basso un grande squarcio che andava da una parte
all'altra. In 5-10 minuti la nuvola forata spariva completamente.
Durante questo tempo attorno all'aerodromo pioveva o nevicava. Ecco
quello che almeno hanno scritto i giornali dell'epoca. Questo fu uno
dei primi casi in cui gli uomini si sono azzuffati con le nuvole.
Tre
anni più tardi, nel 1926, nei giornali stranieri apparve una nuova
comunicazione, sempre di origine americana, da Los Angeles. Questa
volta non si trattava di un aeroplano, ma di una torre...
Nell'alto
della torre, in una garitta, avevano installato degli apparecchi che
dovevano ricevere delle speciali correnti elettriche, le correnti
Tesla. Mentre la stazione era in moto tutti i pezzi metallici delle
macchine si caricavano di elettricità. Bastava toccare con un dito
un chiodo al muro perché sprizzasse una scintilla...Si mettevano in
moto le macchine; in un'ora e mezzo circa tutto il cielo era coperto
di nuvole. Questo è ciò che dicono Hight e Davis; ma i loro
esperimenti non sono ancora stati verificati da alcuno, non sono
perciò attendibili.
Molte
altre comunicazioni ci sono giunte e ci giungono da diversi paesi:
dall'America, dall'Australia, dall'Europa. Ve ne sono alcune che
danno un certo affidamento, altre a cui non si può dar fede...
Nel
novembre del 1923 si sono riuniti in una sala a Leningrado degli
scienziati, invitati dal neonato Istituto della meteorologia
sperimentale, uno dei più giovani istituti del mondo.
Gli
scienziati dell'Istituto mostrarono agli invitati apparecchi e
installazioni: li condussero in una vasta casa di vetro nella quale
si facevano esperimenti di creazione della nebbia; li condussero
tutti assieme per una stretta ripida scala fin sopra un'alta torre.
E' in questa torre che un tempo aveva lavorato Popov, uno degli
scienziati inventori della radio. Oggi dall'alto di quella torre gli
uomini tentano di agire sulle nuvole per mezzo dei raggi X; non sono
che i primi esperimenti.
Nell'altro
lato del paese, sull'orlo del deserto, lavora l'Istituto turcmeno
della pioggia. I lavori sono diretti dal fisico Fedoseev. Già nel
1931 nella conferenza per la lotta contro la siccità, Fedoseev
raccontava come egli per la prima volta aveva tentato di provocare e
di arrestare la pioggia.
Erano
stati fatti due esperimenti: durante il primo il cielo era quasi
senza nuvole; erano stati lanciati 2000 mc. di fumo carico di
elettricità. In capo a due ore il cielo si era coperto di nuvole e
si era messo a piovere: la pioggia era durata 8 minuti.
Durante
il secondo esperimento il cielo era coperto di nuvole e vi era una
pioggia incessante, si trattava di arrestare la pioggia; furono
lanciati ancora 2000 mc. di fumo carico di elettricità di segno
opposto alla precedente. In capo a 40 minuti si vide prodursi nelle
nuvole una schiarita; tutt'intorno pioveva, solo sotto questa
schiarita non pioveva.
Questo
accadeva nel 1931; ma gli scienziati non si affrettarono a gridar
vittoria, sapevano che bisognava essere molto prudenti per giudicare
simili esperienze e avevano ragione perché come distinguere una
pioggia naturale da una pioggia artificiale? Come decidere se era
cessato di piovere naturalmente o se la pioggia era stata arrestata?
Era troppo presto per trarre delle conclusioni.
Nel
giornale Pravda si è potuto vedere qualche tempo fa un articolo
sulle ultime esperienze dell'Istituto turcmeno della pioggia.
Fedoseev e i suoi collaboratori tentano nei loro ultimi esperimenti
di agire con l'atmosfera come un chimico agisce con una soluzione
versata in una provetta o in un vaso di vetro. Ecco cosa dice
l'articolo della Pravda:
“Gli
uomini dell'aviazione agricola “Y-2” gettavano sopra le nuvole
delle materie chimiche che si presentavano in parte come soluzione
vaporizzata e in parte come polvere finissima. Dopo cinque o sei
minuti circa dall'inizio dell'esperimento apparve sulla linea di
evaporazione, in una nuvola spessa e grigia, una schiarita visibile
da terra che andava allargandosi, espandendosi a tutta la nuvola, che
finì per prendere da per tutto una tinta bianca e lattiginosa.
Mentre si osservava lo schiarimento della nuvola si potevano vedere
discendere delle striscie scure di pioggia. Da prima caddero rare
goccioline, poi queste si moltiplicarono, ingrandirono non
distinguendosi più per la misura dalle gocce di una pioggia
naturale.
La
seconda serie di esperimenti è stata fatta su delle nuvole di
pioggia che coprivano senza interruzione oltre la metà
dell'orizzonte visibile. Il novanta per cento di questi esperimenti
hanno dato risultati positivi, cioè una pioggia abbondante.
L'aviatore
Jijnevski racconta ciò che avviene nella nuvola in questo tempo:
“Una
volta salito nella nuvola io l'attraverso in più direzioni.
Vaporizzo la materia chimica, dopo di che esco dalla nuvola e
comincio a girarvi sotto; comincia a piovere. Rientro di nuovo nella
nuvola. Nello spessore della nuvola piove. Si sente attorno uno
zufolio caratteristico, come quando si vola in una nuvola
temporalesca”.
…
Immaginiamo
che in un paese qualunque uno scienziato qualunque o un gruppo di
scienziati, abbia trovato il mezzo per fare la pioggia ed il bel
tempo e l'abbiano fatto brevettare. Il brevetto è comperato dalla
“Compagnia generale del tempo”. La Compagnia generale costruisce
in tutto il paese delle stazioni di comando del tempo. Vicino ad ogni
stazione c'è un aerodromo; un migliaio di aeroplani sono in ogni
istante pronti a prendere il volo per attaccare le nuvole. Quasi
tutti i meteorologi del paese sono al servizio della Compagnia.
L'ufficio principale riceve gli ordini di pioggia, di neve, di
nebbia, una ordinazione perché la pioggia cada, un'altra perché non
cada; ordinazioni di bel tempo, ordinazioni di cattivo tempo. Vi è
come una lotta. Si libera il tempo ordinato da colui che lo pagherà
maggiormente. Gli uni domandano bel tempo, altri tempo cattivo. Le
società ferroviarie, di navigazione, di aviazione vogliono che cessi
di piovere, di nevicare, che non vi sia più nebbia. Con loro sono i
fabbricanti di automobili, di battelli, di aeroplani, di biciclette,
di apparecchi fotografici, di tessuti leggeri, di costumi da bagno,
di calzature estive, con loro sono i proprietari di città di mare,
di alberghi, di uffici turistici.
Per
le pioggie, le nevi e le nebbie, sono gli agricoltori che hanno
bisogno della pioggia per irrigare i loro campi, che hanno bisogno
della nebbia per proteggere i loro campi dai geli; con loro ci sono i
fabbricanti di galoches, di ombrelli, di impermeabili, di indumenti
di pelliccia e di lana, di sci e di slitte, i mercanti di
combustibile, i proprietari di farmacie, di cliniche e di pompe
funebri.
I
giornali pubblicano degli articoli: “L'utilità della pioggia” e
“La pioggia è nociva, “L'utilità della nebbia”, e “La
nebbia è nociva”. Discussione al parlamento. Oggi c'è il partito
del bel tempo, che ha la supremazia, domani il partito del tempo
cattivo. I ministeri cadono e si riformano. La corruzione e le mancie
divengono più frequenti che mai; i giudici e gli avvocati sono
sovraccarichi di lavoro. Ogni giorno arrivano in tribunale querele
su querele. Per settimane intere i migliori giuristi del paese
deliberano su questioni difficili: “A chi appartiene la nuvola che
si trova sopra una proprietà privata?” “Ha diritto la Compagnia
generale di provocare la pioggia su un terreno che non le appartiene
senza il previo permesso del proprietario legale?” “Deve essere
pagata la pioggia caduta in autunno?”
Durante
questo tempo i prezzi della pioggia, della nebbia, della neve,
continuano a salire a salire, sempre. La popolazione è costretta a
pagare ciò che non aveva mai dovuto pagare, questi rari beni
gratuiti. I prezzi salgono non soltanto per il tempo, i prezzi
salgono per tutto il resto. Al prezzo del costo di ogni oggetto si
aggiunge ora il prezzo del tempo. La carne si paga più cara perché
il prezzo del fieno è aumentato; il prezzo del fieno è aumentato
perché la pioggia costa più cara. E per le stesse ragioni sono
aumentati i prezzi del pane, delle patate, degli ombrelli, del
biglietto ferroviario, del biglietto di ingresso ad un teatro e di
una scatola di sigarette. La natura del paese è in uno stato di
completo disordine; ora per delle settimane non c'è che pioggia e
nebbia, ora vi è un periodo interminabile di caldo e di siccità. I
fiumi straripano, i battelli naufragano, le campagne periscono sotto
le inondazioni, migliaia di persone hanno il raffreddore,
l'influenza, la polmonite. La popolazione comincia a mormorare. Dei
dimostranti si dirigono verso il Parlamento con dei cartelli:
“Abbasso la Compagnia generale!”, “Il tempo gratuito!”. Le
stazioni delle ordinazioni del tempo sono guardate da gendarmi e da
truppa; si odono dei colpi di fucile; la polizia carica i
manifestanti. Ben presto la situazione diviene ancor più tesa. Il
segreto della direzione del tempo è stato rubato: Altre società
altrettanto possenti l'hanno nelle loro mani: la società per azioni
“Temporale” e “Bel tempo”; l'associazione “La nuvola a
credito”, il trust “I quattro elementi” e il “Sindacato
celeste”: La società per azioni tenta di provocare la pioggia,
l'associazione tenta di arrestarla, il trust produce una nebbia, il
sindacato la distrugge.
Ben
presto i “fabbricanti del tempo” appaiono e si moltiplicano anche
in altri paesi. Ora non sono più dei trust che lottano fra di loro,
sono dei paesi interi. I giornali fanno uscire tutti i giorni dodici
edizioni speciali; i venditori di giornali corrono attraverso la
città portando notizie inquietanti: “I trust italiani hanno rubato
il bel tempo ai francesi!”, “Una massa d'aria umida proveniente
dalle isole Azzorre e dirigentesi verso l'Europa, è stata arrestata
e confiscata dalla Germania!”, “La nebbia provoca un conflitto in
America del sud!”.
Sono
tutti pretesti di guerra. L'Africa ha fatto un torto all'Asia, il
Giappone è responsabile del cattivo clima dell' America. La guerra
scoppia contemporaneamente su più fronti. Ma questo non è ancora il
peggio: i “fabbricanti del tempo” hanno squilibrato le forze
della natura. In un luogo i fiumi gonfiati dalle pioggie artificiali
sono straripati e hanno portato via interamente tre città e sette
villaggi. In un altro luogo una siccità, come non si era mai vista,
ha bruciato il raccolto di grano su una enorme distesa. Terribili
temporali si sono scatenati quando nessuno se lo aspettava. Città
intere sono state coperte dalla neve fino alla croce dei loro
campanili e alle guglie delle loro torri. Tutte le stagioni si sono
trovate mescolate. Non si può più prevedere nulla. La gente porta
con sé in viaggio il cappotto di pelliccia, il costume da bagno,
l'ombrello e gli sci. I metereologi hanno perduto la possibilità di
predire il tempo. Il tempo, appena addomesticato, è divenuto
selvaggio e non vuol piegarsi a troppi padroni contemporaneamente.
Così i trust di amministrazione del tempo hanno cessato di
amministrare il tempo.
LE
MONTAGNE E GLI UOMINI -Ilin ( Ilia Iacobovic Marsciak) -
Universale
economica, 1949
domenica 1 aprile 2012
Siccità indotta attraverso l'alterazione chimica di cielo e mare
La siccità che colpisce la Lombardia (e presumiamo quindi anche altrove) è il frutto dell' irrorazione aerea, presso che continua, di sostanze chimiche atte a dissolvere i fronti nuvolosi provenienti dalle Alpi.
Non ci credi?
Guarda tu stesso, con i tuoi occhi e vedrai.
Se abiti a vista delle Alpi potrai vedere con i tuoi occhi il fronte temporalesco presso i valichi alpini, disfarsi e scomparire sotto una griglia di scie chimiche rilasciate da aerei e droni.
E' la geoingegneria, caro,
il tentativo di gestione umana del clima del pianeta.
Dico io,
il pianeta si è autogestito così bene per miliardi di anni !!!
il pianeta si è autogestito così bene per miliardi di anni !!!
C'è proprio bisogno di mettere un mortale
- con tutti i rischi connessi alle sue proprietà di specie -
al comando dell' idrosfera?
- con tutti i rischi connessi alle sue proprietà di specie -
al comando dell' idrosfera?
Un altro bel sistema per cambiare il clima terrestre è quello di
alterare la chimica degli oceani.
...alterare la chimica degli oceani.
Poi ci sono "gli incidenti"
La fuoriuscita di metano dalle piattaforme di estrazione marine, o altra fonte, ha un'incidenza percentuale sul riscaldamento globale 25 volte superiore a quella delle emissioni a base di anidride carbonica.
La fuoriuscita di metano dalle piattaforme di estrazione marine, o altra fonte, ha un'incidenza percentuale sul riscaldamento globale 25 volte superiore a quella delle emissioni a base di anidride carbonica.
Quest'anno,
con la Deep Water Horizon e la perdita della piattaforma Total nel Mare del Nord,
ci siamo portati un bel pò avanti...
con la Deep Water Horizon e la perdita della piattaforma Total nel Mare del Nord,
ci siamo portati un bel pò avanti...
giovedì 19 gennaio 2012
Siamo al terzo giorno di neve da chemtrails in Val Padana
Nevica in assenza di nubi, ma ci sono state pesanti irrorozioni aeree, le arcinote chemtrails.
La neve di nebbia di cui molti blaterano non è mai esistita, i fenomeni di così detta neve chimica risalgono al massimo a 30 anni fa! Si cerca di attribuirne la colpa ai fumi industriali, ma se guardassi un pò più il cielo ti accorgeresti che c'è in atto un tentativo geoingeneristico di controllo climatico.
lunedì 3 ottobre 2011
Una giornata di ordinarie chemtrails
Le operazioni di aereosol sui cieli lombardi si sono intensificate da mesi, avvengono quasi quotidianamente...
Dove ci porteranno questi tentativi di geoingegnerizzare il sistema-pianeta?
L'aspetto più divertente di questo fenomeno è la cecità saramaghiana dell'umanità: siamo abituati a guardare con occhi altrui, a sentire con orecchie altrui, a pensare con ragionamenti altrui, le nostre opinioni non ci appartengono; semplicemente le prendiamo in prestito. Così ci trasciniamo lungo la vita senza affaticarci e scuotere il cervello, lo teniamo in pausa, tanto c'è chi pensa per noi...
martedì 23 agosto 2011
La geoingegneria farà più danni del nucleare? - Geoengineering : will make more damage than nuclear?
Gli scienziati, che si sentono "dei" in terra, non contenti dei danni apportati al pianeta dalle umane scienze, ogni giorno inventano nuove strategie per l'autoestinzione...
La geoingegneria, ovvero la modificazione del sistema climatico della terra attraverso interventi umani di varia natura e genere è l'ultima trovata.
Assieme alla nanoingegneria, bioingegneria e soci, la geoingegneria promette nirvana (in base a proiezioni algoritmiche e null'altro) in terra.
Combattere il surriscaldamento globale con la dispersione in alta atmosfera di particelle di biossido di zolfo, sembra più un vecchio copione di vecchi mercanti che un serio cogitare scientifico.
Questa possibilità, effettivamente, non è supportata solo da algoritmi supercomplessi: anche la storia passata del nostro pianeta ce lo insegna.
In concomitanza con i passati periodi di glaciazione terrestre si è riscontrato come le eruzioni vulcaniche, immettendo in alta atmosfera ingenti quantitativi di biossido di zolfo siano state la causa di tali ere glaciali (causa fra le cause, supponiamo noi).
Premesso che ignoriamo quanto sia controllabile un fenomeno generato artificiosamente, abbiamo grossi dubbi sulla certezza che l'uomo sia in grado di gestire appieno questi fenomeni:
se non riusciamo a gestire in sicurezza il nucleare cosa succederebbe con i vulcani "ad emissione controllata"?
Alcuni geoingegneri sostengono da tempo vigorosamente la possibilità di abbassare la temperatura terrestre mediante eruzione controllata dei vulcani:
"Basterebbe una eruzione come quella famosissima del Pinatubo ogni 18 mesi per sistemare la faccenda del surriscaldamento globale", affermano i sostenitori del controllo umano sulla natura.
Bah..., noi abbiamo la certezza che la natura non sia così meccanicamente determinata ma funzionalmente dinamica.
Altri scienziati sono meno convinti di tutto ciò:
" Le analisi che le sonde spaziali stanno effettuando sull' atmosfera del pianeta Venere evidenziano come la forte presenza di biossido di zolfo nell'atmosfera sia causa principale dell'acidificazione del pianeta".
A volcanic idea to reverse climate change
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