Sono in fase di abbattimento 26.700 tacchini contagiati dal virus
dell’aviaria in due allevamenti nel bresciano a Paderno Franciacorta.
L’H5N2 questo il nome del virus, ha contagiato i due allevamenti lo
scorso 31 agosto a pochissimi giorni dal precedente controllo del 23
agosto dove non erano state rilevate anomalie.
L’ASL ha disposto i controlli per gli allevamenti presenti nel raggio di
3Km e dunque procederà al controllo di 75 allevamenti di tacchini, 88
di galline ovaiole e 30 di uova da cova. Nel frattempo come precauzione
sono stati chiusi i mercati e le fiere di pollame.
Fonte: ecoblog
Una Salvazione solitaria che lasci il mondo alla sua sorte m'è quasi disgustosa. Sri Aurobindo
SUNN IL MITE NON EFFETTUA ALCUN MONITORAGGIO O ANALISI DEI DATI DEGLI UTENTI
Visualizzazione post con etichetta NO alle 328.000 galline nel parco del Roccolo. Mostra tutti i post
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venerdì 7 settembre 2012
domenica 22 luglio 2012
IL PROGETTO “BRUZZESE” DISCUSSO IN REGIONE
Martedì 17 luglio, nel pieno delle vacanze estive, dove
l’attenzione è statisticamente destinata a calare, in Regione Lombardia è
cominciata la discussione per la valutazione d’impatto ambientale (VIA)
per l’allevamento avicolo da più di 320.000 galline ovaiole che la Società Agricola Bruzzese
vuole costruire nel comune di Busto Garolfo, all’interno del Parco del
Roccolo, nel Bosco di Vanzago, proprio a ridosso di alcuni fra gli
ultimi corridoi ecologici che ancora tentano di resistere all’avanzata
umana.
Noi di Nemesi Animale ci siamo occupati a gennaio di questo progetto con un’investigazione raccolta all’interno dell’allevamento avicolo che la ditta Bruzzese già possiede a Olgiate Olona e da allora lo stiamo seguendo.
Durante la discussione sulla VIA è da notare come nessuno abbia
alzato dubbi e nessuno abbia dato pareri contrari. Questo nonostante le
opposizioni della ASL locale di Parabiago, dei sei comuni (Busto
Garolfo, Canegrate, Parabiago, Arluno, Nerviano Casorezzo) che danno
vita al Parco del Roccolo e del Consiglio Provinciale di Milano e
Consiglio Regionale Lombardo.
Per ora il progetto è fermo per alcuni mesi perché Bruzzese
non ha ancora risposto alle opposizioni fatte dalla Asl di Parabiago.
Inoltre si spera che un recente cambio del Piano regolatore del Comune
di Busto Garolfo sia sufficiente a rendere impossibile lo stanziamento
della fabbrica di galline all’interno del terreno che Bruzzese ha già
acquistato da tempo.
Vi invitiamo a mandare una mail
a chi, con una semplice firma, si addossa la responsabilità
dell’assenso a ogni singolo allevamento, ricordando loro che non abbiamo
perso la memoria, che non è sufficiente aspettare qualche mese
affinché possa essere dato il via
libera a un progetto così intriso di morte.
libera a un progetto così intriso di morte.
Gli indirizzi sono questi:
marcello_raimondi@regione.lombardia.it, alessandro_colucci@regione.lombardia.it, luciano_bresciani@regione.lombardia.it,
daniele_belotti@regione.lombardia.it, filippo_dadone@regione.lombardia.it, giuseppe_civati@regione.lombardia.it,
roberto_formigoni@regione.lombardia.it
marcello_raimondi@regione.lombardia.it, alessandro_colucci@regione.lombardia.it, luciano_bresciani@regione.lombardia.it,
daniele_belotti@regione.lombardia.it, filippo_dadone@regione.lombardia.it, giuseppe_civati@regione.lombardia.it,
roberto_formigoni@regione.lombardia.it
Nel corpo della mail citate il VIA912-RL, che è il numero di
protocollo del progetto Bruzzese che verrà discusso martedì 17 luglio.
giovedì 12 gennaio 2012
La Guantanamo ovipara di Olgiate Olona
La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini.
- Publio Ovidio Nasone ( 43 a .c.-17/18 d.c.) - poeta latino
- Publio Ovidio Nasone ( 43 a .c.-17/18 d.c.) - poeta latino
mercoledì 28 dicembre 2011
Dal 1 gennaio in Europa saranno vietati gli allevamenti di galline ovaiole in batterie
Dal 1 gennaio in Europa saranno vietati gli allevamenti di galline
ovaiole in batterie, cioè in gabbie con una superficie più piccola di un
foglio A4. Ma non tutti i paesi sono già in regola. Francia, Spagna e
Italia non sanno ancora quando riusciranno a dare più spazio alle
galline.
visto su: internazionale
martedì 27 dicembre 2011
I problemi della digestione anaerobica della pollina
Tratto da: "LA DIGESTIONE ANAEROBICA DI RIFIUTI E
BIOMASSE: RASSEGNA DELLE
POTENZIALITÀ SPECIFICHE DI PRODUZIONE
DI BIOGAS
Materiale didattico redatto con il
contributo «Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale:
l’Europa investe nelle zone rurali»
- Programma di sviluppo rurale 2007-2013 - Direzione
Generale Agricoltura - Programma di
Sviluppo Rurale della Regione Lombardia 2007-2013 in
applicazione del Regolamento Comunità
Europea n.1698 del 2005, articolo 43. Misura 111 A
formazione informazione e diffusione
della conoscenza."
Tra gli ambienti artificiali in cui
avvengono processi di metanogenesi si ricordano principalmente i
digestori anaerobici e le discariche.
Tali processi sono il risultato delle
attività di gruppi batterici altamente specializzati che convertono in metano e CO2 i prodotti
finali delle fermentazioni operate da altri batteri
anaerobi (in particolare CO2 , H2,
formiato e acetato).
Come già accennato, i processi
biologici complessi per mezzo dei quali, in assenza
di ossigeno, la sostanza organica viene
trasformata, portano alla formazione di un
gas combustibile ad elevato potere
calorifico (biogas o gas biologico) (Tabella 1.1)
[1], costituito principalmente da
metano e anidride carbonica
alcuni
composti, pur presenti solo in
tracce, possono causare, come si vedrà in seguito,
problemi gestionali di notevole
importanza.
Molecole
Presenza nel biogas
(%)
Metano (CH4 ) 55 – 65 %
Anidride carbonica (CO2 ) 35 – 45 %
Idrogeno solforato (H2S) 0,02 – 0,2 %
Vapore d’acqua saturazione
Idrogeno (H2), ammoniaca (NH3 ),
tracce
ossigeno (O2 ), azoto molecolare (N2),
silossani
Tabella 1.2 : Composizione media del
biogas
Problemi di inibizione microbica e
congestionamento dei digestori possono
essere creati dall’utilizzo delle
deiezioni avicole
L’azoto inorganico è una delle
problematiche gestionali delle
deiezioni avicole, questo elemento
in presenza di acqua, si trasforma in ammoniaca
che può inibire il processo di
digestione. Inoltre l’alto contenuto di materiali inerti può
provocare problemi di sedimentazione
che causano problemi operativi non
trascurabili. Più in generale i
problemi che si possono riscontrare sono relativi alle
concentrazioni di azoto, alla
presenza di metalli, come ad esempio il rame utilizzato
come promotore della crescita , di
ormoni e antibiotici somministrati agli animali.
lunedì 26 dicembre 2011
La pollina prodotta verrà utilizzata come biomassa in impianto di digestione anaerobica
Tratto da :
SINTESI NON TECNICA
AIA - AZ. AGR. BRUZZESE
Busto Garolfo
(reperibile come pdf on line)
...
Le abitazioni più vicine si trovano a circa 200 metri.
SINTESI NON TECNICA
AIA - AZ. AGR. BRUZZESE
Busto Garolfo
(reperibile come pdf on line)
...
Le abitazioni più vicine si trovano a circa 200 metri.
La cappa antivento ha due
funzioni:
- di oscuramento davanti
alle finestre, questo perché gli animali colpiti da luce diretta
tendono ad avere fenomeni di cannibalismo,
- di creare una camera di flusso per la nebulizzazione dell’acqua del sistema di raffreddamento.
Le batterie sono a 7
piani con “gabbie arricchite” per consentire alle galline
ovaiole di disporre di una gabbia confortevole, di un nido, di
una lettiera che consenta di becchettare e razzolare e di posatoi
appropriati che offrano almeno 15 cm di spazio per gallina
ovaiola. Che consenta ancora di avere una mangiatoia
utilizzabile
senza limitazioni, di
una lunghezza minima di cm.12 moltiplicata per il numero di
galline ovaiole in gabbia, di poter disporre di un sistema di
abbeveraggio appropriato tenuto conto, in particolare, della
dimensione del gruppo; nel caso di abbeveratoi a raccordo, ciascuna
gallina ovaiola deve poter raggiungere almeno due
tettarelle o coppette; di
essere separate, quando disposte in fila, da passaggi aventi una
larghezza minima di
cm.90 per agevolare
l’ispezione, la sistemazione e l’evacuazione delle galline
ovaiole, e tra il pavimento
dell’edificio e le
gabbie delle file inferiori deve esservi uno spazio di almeno 35 cm
di essere provviste di
dispositivi per accorciare le unghie qualora siano disponibili sul
mercato dispositivi dichiarati idonei da
organismi comunitari
L’intervento dell’uomo
nella gestione dell’allevamento è riconducibile essenzialmente al
controllo generale
della salute degli animali
con intervento almeno giornaliero per la rimozione di eventuali
animali morti dalle
gabbie
Il trattamento per le
mosche viene effettuato da personale dell’azienda e consiste in due
livelli di intervento:
- distribuzione di
trappole che catturano le mosche adulte all’esterno
- nebulizzazione nell’aria
ambiente e distribuzione sui pavimenti, sulle pareti di prodotti
liquidi che
uccidono gli insetti
volanti
Gli interventi vengono
effettuati 5/6 volte al mese da maggio a settembre
La derattizzazione viene
programmata annualmente, ed è svolta da ditta specializzata esterna,
ad ogni
intervento viene compilato
il registro con la data dell’intervento, lo stato delle esche e la
presenza di eventuali
topi morti. In azienda è
presente una piantina dell’allevamento dove sono indicate le
posizioni in cui sono state
messe le esche .
Le acque captate dai
capannoni zootecnici e altre superfici coperte sono convogliate
tramite rete fognaria a
pozzi disperdenti del
diametro di 5 metri e altezza di 2,5 metri.
ll mais e la soia arrivano
su autotreni e per mezzo di trasportatori a coclea orizzontali ed
elevatori a tazze
verticali vengono
convogliati in silos di stoccaggio.
Gli integratori (carbonato
di calcio e fosfati) vengono direttamente caricati per mezzo di pompe
pneumatiche,
installate sulle
autocisterne, nei silo di stoccaggio L’olio vegetale arriva
in autobotti che per mezzo di una
pompa viene caricato il
serbatoio di stoccaggio.
I vaccini non vengono
generalmente utilizzati in quanto le galline sono state vaccinate
quando erano pollastre, ovvero prima di essere ricevute
nell’allevamento. Se si rendesse indispensabile effettuare la
vaccinazione delle ovaiole, essi sarebbero acquistati e conservati in
frigorifero fino al momento della somministrazione.
I farmaci vengono
acquistati al momento ed utilizzati immediatamente; salvo
complicazioni non ne vengono fatte scorte.
I prodotti per la
demuscazione vengono acquistati due o tre volte all’anno e tenuti a
magazzino. I prodotti per la derattizzazione sono portati dalla ditta
terza che effettua il servizio.
Il consumo previsto di
disinfettanti e insetticidi sono stati valutati sulla base di
esperienze su altri allevamenti dello stesso tipo gestiti
dall’azienda.
L’approvvigionamento
idrico è da acquedotto
All’interno dei
capannoni sono previste caditoie collegate con vasche a tenuta
esterne, da svuotarsi
periodicamente e da
utilizzare per usi fertirrigui data la loro compatibilità. Per ogni
capannone è prevista una
vasca interrata a tenuta
del diametro di 2 metri e altezza di 3 metri.
come rifiuti della
gestione del centro zootecnico si hanno solo piccole quantità di
forsu e lo smaltimento delle acque nere degli uffici-abitazione e
locale lavorazione uova mediante fossa Imhoff e tubazione disperdente
dimensionata ai sensi delle leggi vigenti.
non si ha il problema
della gestione delle deiezioni animali ,
- la pollina prodotta
verrà utilizzata come biomassa in impianto di digestione anaerobica
sabato 24 dicembre 2011
No all'inceneritore di pollina nel parco del Roccolo !!!
Busto Garolfo,
In attesa che la Regione Lombardia si esprima in merito alla fattibilità dell'opera, continuiamo a ribadire la nostra contrarietà all'insediamento di 328.000 galline con relativo inceneritore nel parco del Roccolo.
Perché ci sarà anche un inceneritore, dove pensate si possano mettere gli escrementi giornalmente prodotti: nelle falde acquifere?
Il progetto attuale presentato dalla Azienda Bruzzese parla di "tunnel geotecnici" atti all'essiccazione della pollina...ed una non meglio qualificata "caldaia a biomassa"...
Tunnel geotecnici...???
Ma sotto al Roccolo scorre una falda acquifera!!!
Piuttosto parliamo di discariche al coperto, siate seri...
A voler pensar male è proprio questa caldaia a biomassa il fulcro di tutta l'operazione.
Si possono fare bei soldoni con i contributi a fondo perduto sulle biomasse!!!
Pavia, finisce in manette il patron del Riso Scotti "Bruciava rifiuti pericolosi invece di biomasse"
Il comitato “Radici nel cielo” invita tutti a sostenere la causa contro l’insediamento di un allevamento di 328.000 galline ovaiole nel Parco del Roccolo, ad inviare in Regione, dove sarà discussa la valutazione d’impatto ambientale per la concessione edilizia, una mail di contrarietà.
Qui sotto una bozza e gli indirizzi a cui inviarla. Più fastidio diamo più sapranno della nostra esistenza e forse più probabilità abbiamo di evitare la distruzione del poco verde rimastoci, fate passare anche ai vostri contatti.
Grazie infinite
Ecco gli indirizzi
Assessore all’Ambiente, energia e reti Marcello Raimondi
marcello_raimondi@regione.lombardia.it
marcello_raimondi@regione.lombardia.it
Assessore ai Sistemi verdi e paesaggio Allesandro Colucci
alessandro_colucci@regione.lombardia.it
alessandro_colucci@regione.lombardia.it
Assessore alla Sanità Luciano Bresciani
luciano_bresciani@regione.lombardia.it
luciano_bresciani@regione.lombardia.it
Assessore al Territorio e urbanistica Daniele Belotti
daniele_belotti@regione.lombardia.it
daniele_belotti@regione.lombardia.it
Dirigente responsabile del VIA Dadone Filippo
filippo_dadone@regione.lombardia.it
filippo_dadone@regione.lombardia.it
Dirigente responsabile VIA Giuseppe Civati
giuseppe_civati@regione.lombardia.it
giuseppe_civati@regione.lombardia.it
e se volete anche il Presidente Roberto Formigoni
roberto_formigoni@regione.lombardia.it
roberto_formigoni@regione.lombardia.it
ECCO LA BOZZA
Buongiorno,
in riferimento alla procedura di VIA 912-RL per un allevamento intensivo di 328.000 galline ovaiole da collocarsi nel PLIS Parco del Roccolo sul territorio comunale di Busto Garolfo, come cittadino esprimo la mia viva preoccupazione e il mio completo dissenso per l´insediamento, in considerazione degli impatti negativi in termini ambientali, paesaggistici e igienici che lo stesso produrrebbe sul territorio.
in riferimento alla procedura di VIA 912-RL per un allevamento intensivo di 328.000 galline ovaiole da collocarsi nel PLIS Parco del Roccolo sul territorio comunale di Busto Garolfo, come cittadino esprimo la mia viva preoccupazione e il mio completo dissenso per l´insediamento, in considerazione degli impatti negativi in termini ambientali, paesaggistici e igienici che lo stesso produrrebbe sul territorio.
Ricordo che la procedura di VIA nasce con lo scopo di tutelare e coinvolgere la cittadinanza nel processo decisionale e chiedo che tecnici, funzionari e politici preposti alle decisioni tengano conto della contrarietà espressa dalla popolazione.
Rimango in attesa di riscontro su quanto segnalato.
Cordiali saluti
martedì 6 dicembre 2011
NO alle 328.000 galline nel parco del Roccolo !!!
Sei pakistani murati vivi in un capannone con 328.000 galline ovaiole in un' oasi naturale nella poco verde Lombardia?
Quintali di guano da smaltire in un salubre inceneritore (così si prendono i contributi sulle biomasse: è questo il fine ultimo dell'opera?), influenza aviaria e malattie varie (oltre alla pesante svalutazione di tutti i beni immobili del circondario): questi sarebbero i meravigliosi frutti di un impianto industriale!
Invece di valorizzare l'agricoltura e l'allevamento dei piccoli produttori, una realtà viva e presente, invece di valorizzare, anche ai fini turistici, quel poco di natura che ancora si possiede si prosegue nel devastare la terra giusto per lucrarci sopra.
L'allevamento industriale è un lapalissiano fallimento in tutto il mondo: le ben note influenze aviarie, suine, la mucca pazza stanno a testimoniarlo. Gli animali, a causa dell'innaturale spazio vitale si ammalano continuamente e devono assumere costantemente potenti antibiotici...
E pensa quanta merda producono 328.000 galline!!!
La valorizzazione del territorio e il supporto all'economia dei piccoli produttori (filiera corta, orizzontale) sono l'unico futuro possibile.
Il Parco del Roccolo è attualmente un Parco locale di interesse sovracomunale e si trova nell'alta Pianura Padana, in un'area a nord-ovest in Provincia di Milano, ai margini meridionali dell Altomilanese; esso comprende aree boschive ed agricole dei comuni di Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo (dove è attualmente ubicata la sede del parco), Nerviano (dal 1997) e Parabiago, con una superficie di 1595 ettari (circa 16 km²).
Fu istituito nel 1991
per la salvaguardia degli elementi naturali della zona e per la
valorizzazione dell'agricoltura, che impegna circa l'80% della
superficie del parco, con le coltivazioni di mais, grano, frumento, avena, orzo, soia e foraggio.
Della rimanente area territoriale il 9% è caratterizzato da boschi, mentre l'1% da viabilità, cave e dal canale Villoresi
con la sua rete di canali irrigui secondari. Un'altra caratteristica
del parco è la presenza di numerose cascine sparse nel suo territorio,
testimoni di un passato storico agricolo della zona.
Riconosciuto nel 1994 come Parco Agricolo di Interesse Sovracomunale dalla Regione Lombardia, è attualmente in progetto una sua estensione fino all'Oasi WWF del bosco di Vanzago.
Il parco prende il nome da una tecnica utilizzata un tempo nell'uccellagione oggi ritenuta illegale, il Roccolo: uno spiazzo ovale nel quale sorgeva una torretta a tre piani mimetizzata tra la vegetazione.
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