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martedì 24 luglio 2012

Il pazzo e il pendolo


"Un esercito deve mettersi in moto in buon ordine.
Se questo non è buono minaccia sciagura."

 
Nel pomeriggio afoso tre ragazzini, attorno ai dieci anni, passarono ciarlando sotto la finestra aperta.

Due erano in bici, lindi e pinti e gelatinati, mangiavano un gelato ma sembravano seri e annoiati come un adulto qualunque; il terzo seguiva i due a piedi sollevando una nube di polvere al passo.

“Ti portiamo con noi al mercatino”; disse uno dei biciclettati.
“Puoi venire con noi, ma, senza crediti non puoi comprare niente, puoi solo vedere”, apostrofò, smorfiosamente, dall'altro ciclo il secondo.

“Già, puoi solo guardare”, rincarò con aria canzonatoria il primo.

Il terzo ragazzino ciondolando sui piedi, avanzava in una stramba danza di passi, sicuramente più arruffato dei due Binda in erba, aveva però un soave sorriso perennemente stampato sulla bocca, rispose:
“Non mi interessa un bel niente di comprare, voglio solo riempirmi gli occhi di cianfrusaglie”...

Edgar Alpo si svegliò al suono di quella diatriba fanciullesca, e si accorse di essere in un letto situato in una casa del quartiere residenziale, esclusivo albergo del ghota cittadino.
La casa era desolatamente vuota, tutto quello che ricordava erano un paio di labbra arancioni che lo portavano via,...poi tutto un viluppo di umori, carni, respiri e la più alta forma di energia elettromagnetica che due esseri organici sono in grado di produrre... due kundalini che si avviluppano come serpi attorno al fulcro, irradiando ad libitum vibrazioni di senso nel cosmo.

Crogiolandosi in quei densi, e ancor palpitanti, ricordi non si decise affatto a venir via da quelle lenzuola se non quando si rese conto di essere prigioniero in quella “gabbia dorata”... nessuno poteva entrare o uscire dai quartieri residenziali senza l'autorizzazione o l'accompagnamento di un residente; pena la vaporizzazione!!!

Un'altra giornata di lavoro persa...del resto cominciava proprio a detestare la routine del centro olo-fù. Cominciò a guardarsi intorno: era in una vasta camera da letto disposta a soggiorno con ampie finestre sulla vegetazione circostante, alquanto asettica, come si conviene all'arredamento post minimalista radical chic degli alti papaveri di Urbania. Alcuni grandi tele astratte, qualche scultura insensata, oggetti improbabili e poca mobilia: un anonimato asettico.

Il dispositivo tri-olo-vù era in stand-by e c'era un olovideo in attesa.

-Play-

Due labbra arancioni si materializzarono in forma olografica assieme all'involucro possessore di cotanta bocca:
“Lasciami un recapito, potrei aver bisogno di te,..stavo fondendo i circuiti...puoi uscire tranquillamente, lo scanner di quartiere ha la tua impronta retinica nel database, bacio”.
L'ologramma svanì in un attimo, concretizzando l'apparenza di quella visione in un vuoto d'ambiente.

Euforicamente lobotomizzato da quella illusoria visione che lo aveva introiettato nei meandri delle pulsioni appena vissute, Edgar, lasciò il suo recapito e si apprestò ad uscire.
Non gli era mai capitato fino ad ora di mettere piede nel quartiere residenziale di Urbania: sembrava un gigantesco, asettico, ospedale, sì, appariva proprio come un luogo sterile.
Ovunque ti muovessi, droni di sorveglianza si avvicinavano per leggerti la retina, poi volavano via.
Sulle aiuole, micro-droni impollinatori permettevavano l'altrimenti impossibile proliferazione della flora, dopo la scomparsa degli insetti organici.
Uscire da quel posto fu assai liberatorio, quasi come per L. F. Celine il rientro in manicomio a sfuggire l'insana realtà del mondo, che sembrava proprio in viaggio al termine della notte.
Sul biglietto lasciato sul letto aveva anche scritto:

“La tua bocca è la tana dei miei pensieri...”


fine settimo episodio

venerdì 12 agosto 2011

Il pazzo e il pendolo


-Alimentarsi di antica virtù dà perseveranza.
Pericolo, alla fine viene salute.
Se segui per caso il servizio di un re,
non ricercare opere-

Le miniere extraterrestri avevano risolto in parte il problema della sovrabbondanza umana sulla terra.
La prima miniera spaziale si insediò sulla luna, sotto forma di avamposto militare e centro di custodia inter-orbitale per recidivi incalliti.
Sebbene la tecnologia fornisse mezzi idonei per la creazione di miniere completamente automatizzate, il vecchio caro lavoratore organico aveva pur sempre un costo pari quasi allo zero; quindi presto anche i detenuti comuni finirono a scavare cercando l'ampolla del senno d'Orlando....
-La seconda miniera era in apertura su Marte-
-I topi erano veramente un problema,inflissero all'umanità
perdite enormi;ma non erano gli unici abitatori dei
sotterranei,c'erano anche serpenti e altri esseri
strani,partoriti fra quelle ombre fetali.

Molti presumo¬ hanno visto foto di topi giganti delle fognature
delle grandi metropoli;le leggende metropolitane narrano di
coccodrilli,ciechi ed albini,piranha,anaconde,batteri coliformi,
streptococchi,stafilococchi,tartarughine scivolate giù per il
lavandino,contrabbandieri,bombe atomiche,vermi carnivori,piante
melmatiche,scorpioni,barracuda,meduse velenose,microorganismi
fagocissimi,ecc...ecc.

Le viscere metropolitane hanno uno strano aspetto,fogne, liquami putridi che fermentano sotto le nostre case,il guardiano di questo regno crepuscolare uno strano essere che corrisponde al nome di Radon.
I topi sotto il regno di un signore così benefico si erano evoluti dandosi al gigantismo; erano diventati davvero enormi.

Le leggende metropolitane narrano l'abitudine prettamente
umana di tenere in casa animali esotici,serpenti,tarantole,
piranha,alligatori,scimmie,tigri,leoni,pesci rossi,anguille
sfuggite al pranzo di natale nel buco di un marciapiede: questi
animali a volte venivano abbandonati.

Tutti questi sopravvissuti all'umana barbarie erano stati accolti
nel regno di Radon e di Radio si erano trasformati anche loro®

Rondoni,pipistrelli,cavie,scoiattoli,merli indiani,persino
struzzi,ippopotami,rinoceronti,murene,cozze,patelle abitavano ora le fogne.

Gli uccelli avevano approfittato dell'ondata evolutiva:
i gabbiani avevano appreso a cibarsi dei nostri rifiuti.
La fauna ittica era diventata velenosa,garanzia di
sopravvivenza.Gli storni,merli,piccioni¬ rondini¬ passeri si
erano accasati nelle città…così,anche nelle fogne,tale evoluzione
aveva apportato grossi cambiamenti,gli animali cominciavano a
diventare più violenti di qualsiasi gang armata.
Insomma,gli animali si adattarono all'evoluzione meglio di noi®
Adesso la faccenda si era completamente ribaltata,gli animali
metropolitani erano i veri padroni,noi solo dei disadattati. La
selezione naturale regnava il sotterraneo mondo delle viscere
della terra, non c'era il dio Cavillo-e l'uomo balzò
improvvisamente indietro all'epoca oscura in cui Proteo non era
ancora sceso a portare la luce,prima del tempo in cui irruppe
nella caverna a salvare Platone dalle proprie ombre.

Ma non era tutto,l'abitudine prettamente umana di
variare,alterare,il magnetismo terrestre con centraline
elettriche megapotenti,elettrodotti da trentacinquemila
volt,esplosioni nucleari sotterranee e onde a bassa frequenza¬ sembrava confermare che l'uomo bramasse inconsciamente di evolversi attraverso uno spostamento dell'asse terrestre.
Questa elettricità sotterranea era stata la inconsapevole molla
che,nella cellula terrestre aveva immediatamente messo in
funzione il sistema difensivo,Radon appunto e Radio.-

* * *

Il fantapirla leggeva a voce gongolante il manuale d'istruzione del suo nuovo androide...
“Una preziosa compagna,Woo-men,estremamente dotata:la sua saliva
può trasformarsi da bolo proteico a veleno,acido,emostatico,cicatrizzante,siero della verità e quasi
tutti i prodotti chimici e naturali. I suoi polmoni sono in
realtà dei rigeneratori d'aria per assistere gli organici in caso
di necessità basta baciarla. I suoi succhi gastrici
trasformano in energia quasi tutto ciò che è ingurgitabile
ed ha una memoria espandibile, caricabile, unmaster system
veramente di prim'ordine. Questo prodotto è il frutto della tecnologia della manipolazione dei circuiti genetici allo scopo di ottenere microchip di origine animale e vegetale.
“Veramente e incredibilmente e spessatamente donna”,
sospirò.
“Peccato per quel rossetto arancione, mettine su un altro, testina!”.
fine sesto episodio

lunedì 18 luglio 2011

Il pazzo e il pendolo

Attendere sulla sabbia.
Avviene qualche battibecco.
La fine reca salute.


-All'improvviso il messaggio pirata inondò l'etere oscurando 
programmi televisivi,radiofonici ed ogni fonte di comunicazione 
elettromagnetica-

COMPAGNO(CUM-PANIS,Che mangia Lo stesso pane)/Guarda La MACCHINA/
Premi i Tasti GIUSTI/Leve Seguono Pazienti MANI/e La Macchina 
PRODURRA' DEI/DECONDIZIONATORi In Offerta SPECIALE/SOgni Di 
DOMANI:/La Macchina E' Una Fonte/...Di BENE/Potrebbe ESSERE!
-Compagni togliete gli specchi che vi occludono gli 
occhi,cominciate davvero a vivere il vostro sogno,il nostro 
sogno. Le concezioni esoteriche del Sacro Impero sono un
guazzabuglio di verità e menzogne,d'altronde sarebbe troppo 
facile separare il grano così facilmente e deliberatamente. E' 
vero che grazie all'analisi di antichi testi,delle tradizioni 
alchemiche,ermetiche tanto avversate(ma la scienza 
umana pare,oggi debba inchinarsi ad esse)arrivarono per primi 
alla scienza missilistica,alla produzione di gas e veleni,alle 
cosiddette manipolazioni. Ma la manipolazione è una vana scienza se 
non si continua il processo alchemico. La scienza di morte,  la 
nigredo  deve solversi in volo coagulandosi nella stella che 
matura incomposto.
Verità e menzogna,tutto è intriso di questa amalgama  che 
va solo plasmata.
Cosa sapete della swastika?
Un simbolo dell'eterno scorrere,sorella della sauwastika e della 
swastica celeste di tronchi rotanti degli indiani navaho. 
Esse raffigurano il moto celeste/galattico,
sono entrate ed uscite della gorgante spirale doppia:DNA cosmico 
del corpo universo. Col sangue non c'entrano un piffero.
Sembriamo proprio dei fossili,dei dinosauri erranti nella 
Teknopolis,che ci domina,ci sobissa di possibilità,come siamo 
ridicoli noi che abbiamo innanzi le porte spalancate della 
capacità di fare e invece abbiamo sviluppato enormemente la sola 
facoltà distruttiva e autolesionista,ovunque volgi gli occhi.
DISTRUZIONE,le tue sillabe reggono al sangue che l'uomo si 
toglie,si sostengono col graduale arrotondamento delle 
spigolosità vitali.,
perché tralasciare il lato creativo?
Tekniche al servizio dell'uomo,possibile che non siamo capaci di 
farci del bene?
Quanti lavoratori s'impiegherebbero nella bonifica dei deserti?
Compagni,non giocate al massacro,non conoscete il segreto della 
vostra ombra:
lei vi segue sempre,assorbe i vostri gesti,vi accompagna muta 
lungo le strade,sporcandosi col sangue versato,non puoi proprio 
controllarla, la notte vola via da te e non si sa dove va.
Date luce alle vostre ombre-

Edgar Alpo fissò il telerama domandandosi chi fosse quell'hacker 
e cosa lo spingesse a rischiare la pelle cosi avventatamente.
Il messaggio terminò, tutti i programmi tornarono alla normale 
routine.
Avvolto nell'eco di quelle parole si decise a  fare quattro passi 
sino alla Locanda dei sei ranocchi,uno dei punti notturni di 
mescita di alcolici,droghe e perditempo del quartiere che si 
trovava nel labirinto di vicoli del mercato dei rifiuti 
commestibili.


Fra gli aromi delle merci in decomposizione,il vicolo tappezzato 
di stampati non autorizzati rifletteva l'umore generale delle 
ombre notturne;uno di questi diceva pressapoco cosi:

"Economisti utilitari,
scheletri di maestri di scuola,
viaggiatori di fatti,
scettici cortesi e annoiati,
ciarlatani di tante dottrine meschine e logore,
avrete sempre con voi i poveri.
Coltivate in loro,finché c'è ancora tempo,
le supreme grazie della fantasie e degli affetti,
per abbellire le loro vite che hanno tanto bisogno di 
abbellimento;oppure,nel giorno del vostro trionfo,quando il
romanticismo sarà stato completamente strappato via dalle loro 
anime,ed essi si troveranno di fronte alla nuda esistenza,la 
realtà diverrà un lupo verace,e sarà la vostra fine."
                        


Edgar aveva bevuto a sufficienza per sprofondare nel torpore asettico;si 
agitava con un fuoco tarlato che gli rodeva nel petto; ogni tanto 
si osservava preoccupato del suo stato miserevole.
Il locale non brillava in pulizia ed igiene,anzi,l'unico brillore 
che proveniva dal suo interno erano le gocce di sudore che 
imperlavano la fronte spaziosa dell' ostessa. Una donna che ne 
pesava almeno tre: uno strano incrocio tra un mastino napoletano 
ed un canarino.
Il pavimento era ricoperto di cicche semi affogate nell'alcol
precipitato al suolo, ovunque bicchieri scassati mostravano 
i denti aguzzi alle scarpe degli avventori. L' ostessa aveva avuto 
la brillante idea di eliminare qualsiasi spigolo che potesse 
offrire un comodo appoggio alle membra,con la speranza di 
velocizzare il traffico notturno;l'unico risultato che aveva 
ottenuto era molto simile ad un metrò in ora di punta.
Data la situazione,i più,tempo permettendo,tracannavano i liquami 
della mescita all'aperto.
All'improvviso ,mentre si calava nell'umore ormai narcotico del
vino sintetico,il sapore di una lingua bagnata s'impossessò dei 
sensi di Edgar. Una donna dalle labbra arancioni gli si era 
avvinghiata alla bocca.
A quel bacio,come al solito,chiuse gli occhi. Prese a dialogare 
in quel modo muto e umido,l'adrenalina mescolata all'alcol
scosse via il torpore liberando il cervelletto dal gravoso 
peso dei pensieri del giorno,dipingendo il reale coi colori 
rallentati delle visioni che affrescano i sogni notturni.
In uno stato di trance surreale l'unica interfaccia che attivava 
energia  erano le mani di lei che lo portavano via.  
 
fine quinto episodio

domenica 10 luglio 2011

Il pazzo e il pendolo

" Stoltezza fanciullesca reca salute."


Le vie erano popolate di megafoni, ad ogni 

crocicchio potevi

ascoltare, ininterrottamente, la propaganda ;

eppure, nonostante quel chiassoso vociare di

voci asettiche, la gente continuava a vivere.

Vietati da tempo gli assembramenti umani con un 
nucleo superiore

alle tre persone, l'unico modo che restava a chi 

volesse contatti

sociali era il bagno delle folle, le vie erano piene di

struscinatori, gli orgasmanti di folle, sino al 

coprifuoco.

Cassandra lo sapeva bene che aveva tutto il 

tempo che le

occorreva: si era vestita, rossa, come una 

enorme, invitante bocca e

vagava fra gli effluvi di umori cittadini. 
 
Sembrava, con quel suo frusciante mantello, una 

manta

sanguigna. Le gambe sgusciavano dal purpureo

drappo come compassi che misurano il mondo .

Camminava rasente le botteghe dei distributori di 
merce, con

l'incedere di un felino, cercava solo il suo

particolare umore. Ad un tratto la vista fu scossa 

da un leggero

luccicore, aveva captato un emanatore di flussi 

nel suo campo

sensoriale. Non fece assolutamente nulla, non le 

sarebbe punto

piaciuto se quello lì fosse stato un emanatore 

incosciente, senza

potere, quindi si limitò a lasciargli la sua scia 

feromonica lungo il sistema neurale.


Due ratti da combattimento si erano azzuffati 

all'angolo della

strada: i loro rispettivi padroni erano stati 

sgozzati dalla

furia omicida di questi nuovi animali da guardia 

allevati in

laboratori e fognature, cattivissimi, a volte 

incontrollabili.

Cassandra guardò di sbieco i poliziotti 

ricomporre  i cadaveri e

sgusciò via di lì con i testicoli di una delle due 

vittime; erano

finiti a pochi passi da lei, quando era cominciata 

la

cagnara. Svoltò nelle buie trasversali del Korso e 

si trovò

sommersa nella penombra, afferrò quelle due 

tenere ovette e ne

fece un sol boccone.

Non aveva notato che un'ombra la seguiva da 

lontano e non vi fece

mai caso, anche se poi ebbe modo di conoscere 

intimamente i suoi tegami.

Fu bollita, rosolata, cucinata in tutte le salse, i 

clienti

dell'House pagavano un occhio della testa, ed 

anche un polmone,

per degustare la famosa passera in salsa tartara.

Tutta la scena era stata ripresa via satellite dalle

agenzie di

stampa che ne fecero il teleromanzo della 

settimana: sette puntate

mozzafiato da seguire via cavo comodamente in 

casa propria ; titolo: 
 

" delitto e castigo" .


Quella mattina Alpo si era svegliato con una strana 
sensazione addosso,  come se un'improvvisa, remota 
terra stesse vibrando fra le sue stesse membra.
Come le narici si dilatano all'aroma del caffè e lasciano 
penetrare il senso attraverso il setto, così sentiva addosso al
suo cerebro le mani invitanti d'una remota Ghea.
Lungo la strada che lo separava dall'agenzia, quest'aroma 
s'insinuava sempre più fra i suoi neuroni, soffiando lungo le 
vertebre il caldo vento umido dal fragrante humus.

Lo schermo trasmetteva un nuovo video film a puntate dal titolo 
enormemente lungo. 
Lo schermo viscido d'unto della sotterranea di tappeti e scale
 mobili abbandonò il campo visivo di Edgar che si 
apprestava a risalire in superficie.
Il centro commerciale che si snodava lungo le uscite della 
sotterranea era tutto uno sfavillio di luci e colori, abbaglianti 
per chi era abituato, come lo erano quasi tutti i pendolari, alla 
scarsa luce della periferia.
Sogni in offerta speciale, dalle ammiccanti vetrine, invitavano ad 
entrare nel mondo dei giusti; profumi e balocchi per l'illusione 
di un giorno o forse più. Ai margini di queste luminescenti 
cornici, gettati in terra come stracci vecchi, i poveri, gli 
incapaci deboli stritolati dalla grande ruota della fortuna, le 
macchie grevi della metropoli.
Alpo, ogni volta che scorgeva uno di questi derelitti, sentiva in
sé uno strano senso di colpa, come se fosse stato lui, proprio 
lui, l'artefice della disfatta di tutti quegli esseri. Cercava di 
alleviare il suo peso con un'elemosina, ma, per ogni obolo 
offerto, nelle tempie battevano come cupi colpi gli sguardi dei 
mille altri che era impossibile accontentare. E fu proprio per 
sfuggire a questa oppressione che proseguì il suo cammino 
a testa 
bassa,.. destinazione?  Una vecchia chiesa sconsacrata 
utilizzata tempo addietro  come garage privato.

-Forse Jung,con la sua straordinaria capacità di veggenza onirica 
avrebbe potuto scorgervi i deliziosi stucchi che un tempo 
l'affrescavano e nei suoi occhi sarebbero riapparsi gli splendidi 
cromatismi dei mosaici alle finestre ormai in frantumi.
 Edgar Alpo vi leggeva unicamente la metafora dei nuovi valori, 
l'orribile proiezione dell'inconscio collettivo incosciente-

Agenzia OLOFUNEBRe-La BLANCHe-,

diceva la porta dal suo similvetro molato; dietro la porta c'era la 
sala di rappresentanza con un'impiegata addetta alla gestione clienti.

Il laboratorio di montaggio olo-fù era piazzato in quella che un
tempo era stata la sagrestia, ogni tanto c'era chi giurava di 
sentirci l'odore denso e pregnante dell'incenso e delle 
steariche. Beppe era già al suo posto,dopo circa dieci minuti 
arrivò Zuc e,notando che Edgar era assai distratto subito lo 
imbeccò.
"Alpo?-cominciò-
"Anche stanotte la nostra donna ti ha dato del filo da 
torcere,eh?".
"Eh? Si"-rispose meccanicamente com'era abituato a fare.
"Se ti stanca così? tanto potresti mandarla un pò da 
me".
Poi, soffermandosi a contemplare la figura di una defunta che 
aveva riprodotto in olo-fù con predisposizione orgasmica,sospirò:
"Con un culo così, avrei risolto i problemi 
della mia vita!
 Ehi,Alpo, un culo così non avrà mica bisogno di 
lavorare!” 
fine quarto episodio

martedì 28 giugno 2011

Il pazzo e il pendolo

-Frattale IFS- 
 
" Titubanza e impedimento.
   Propizio è rimanere perseveranti.
   Propizio è costituire aiutanti."
 
Edgar Alpo continuava a pensare a quell'articolo appena letto 
su  Luna12: finalmente l'avevano capito, gli scienziati, che 
dovevano piantarla con gli acceleratori di particelle. Ce ne 
avevano messo di tempo a intuire che il
laboratorio non è in grado, coi suoi limiti fisici, di fornire la 
chiave interpretativa dell'intero cosmo!
Ma c'era qualcosa di molto più interessante fra le righe di quel
giornale,  i satelliti, che controllano il sistema di puntatura 
dei missili,devono introdurre ¬ nelle loro costanti¬ dei 
coefficienti di relatività;una mancanza di sincronia di tale 
calcolo aveva generato la traiettoria impazzita dei missili 
Stoirtað che, invece di intercettare missili nemici,esplosero su 
edifici alleati nelle terre dell'Oro Nero.  

Lo schermo telepanoramico stava trasmettendo i soliti bollettini 
di guerra, immagini cruente viaggiavano fra i pixels dello 
schermo; l'unico effetto che queste scene producevano ai più era 
un misto di inerzia ed impotenza, incollate assieme dalla non
lieve soddisfazione di essere col culo saldamente inchiodato 
all'interno dell' Impero,dove queste cose non succedevano.

Alpo era un osso da cani, uno di quei figli eterei dell'oscuro 
millennio nato e cresciuto con la convinzione che qualcosa di più 
grande del visibile scorresse e dominasse il mondo. Nuotava 
controcorrente nella vita che, capovolgendo i suoi valori, 
affermava la virulenta, primordiale legge di sopravvivenza:quella 
del più forte. Questo suo testardo attaccamento al mito sorpassato 
e obsoleto dell'esistenza di un senso nel khaos gli procurava una 
vita mediocre e sommersa. Odiava i cubicoli metropolitani, così era 
finito ad abitare  nella periferia di Urbania; in uno di quei 
fatiscenti ruderi destinati alla demolizione nei pressi 
dell'astroporto. Il quartiere era semi-deserto di giorno, ma la  
notte pullulava di tutti gli escrementi dei tempi moderni che 
avevano un gran da fare per sopravvivere ma nessuna   voglia di 
lavorare; tutta gente che viveva alla giornata,di mille espedienti 
e centomila inganni. 
Era uno dei pochi nel quartiere ad avere un lavoro ufficiale 
 in una agenzia olofunebre.

-Il progresso teknologico aveva figliato in modo assai 
prolifico, inondando il mercato economico con prodotti dal dubbio 
valore morale, ma assai commestibili, pericolosi gingilli con cui 
trastullarsi le cervella¬ che diventavano fonte di assuefazione e 
dipendenza.  

La primitiva televisione,quell'innocente arcano condensato di 
valvole, dai tubi catodici, sino agli ultramoderni microchip, aveva 
aperto la strada al mercato dell'alienazione degli esseri più 
deboli. Lo schermo elettrostatico divenne così per molti una 
magnetica mamma che dal suo ombelico lasciava intravedere il
mondo ad esseri sempre più implacentati nella solitudine 
disperata e nell'immobilismo. Via via che il progresso delle 
capacità di creazione delle immagini arrivava a quote sempre più 
alte, il mercato veniva inondato da nuovi  mandala 
incantatori, perfetti virus dell'autismo popolare.
L'avvento delle teknologie virtuali si era diffuso 
rapidamente, trovando applicazione in quasi tutti i campi dello 
scibile umano. L'impero sbandierava ai quattro venti la profetica 
creazione del paradiso in terra, proclamava di aver finalmente 
realizzato il nirvana tascabile senza controindicazioni.
Sette religiose nacquero così ispirate al padre di tutti i 
miracoli, il Data-glove; la loro dottrina asseriva che l'anima¬ 
abbandonato il corpo morente¬ aveva l'unica possibilità di 
sopravvivere nei circuiti delle machine, attraversando il vento 
elettrostatico del cyberchè e giungendo alla reincarnazione fra 
le fibre siliciche di un'intelligenza artificiale.
Anche la morte, almeno al cospetto dei vivi, sembrava sconfitta da 
questa nuova proliferazione di allucinogeni elettromagnetici. Così 
ad esempio, chi desiderasse trattenere invita un defunto, e avesse 
soldi a sufficienza per pagare un'agenzia olofunebre, poteva 
trovarsi a vivere con un'immagine olografica tridimensionale del 
caro estinto. Se poi era abbastanza ricco, aveva la 
possibilità, tramite l'acquisto di una speciale tuta spiritica, di 
avere rapporti tattili e orgasmi col proprio partner 
dell'aldilà. Chi non aveva moltissimi soldi, ma  un discreto conto 
in banca, si accontentava di una graziosa lapide virtuale: uno 
schermo tri-olo-vù dal quale i propri morti continuavano a vivere 
captivi dell'elettricità.
Il mercato della realizzazione dei sogni era ciò che di più 
prospero e remunerante esisteva. L'intero sistema economico 
globale si sosteneva  per circa la metà del suo volume di affare 
sul nuovo frusciante romanticismo magnetico. Certo,non tutti 
potevano permettersi un sogno®-

Non era un lavoro molto gratificante ma era pur sempre una fonte 
di sostentamento. Alpo aveva cominciato la sua brillante carriera 
nel settore dell'olopornofilia, con la romantica convinzione di 
svolgere un compito di prevenzione e cura dei mali sociali. I più 
grandi neuropatologi del secolo¬ asserivano¬ che, grazie alla 
realizzazione virtuale di molte psicopatologie violente, si 
potesse sconfiggere la sindrome di Caino.
e così Edgar, costruendo ologrammi per stupratori di 
minori,antropofagi incalliti, sadici omicidi, skinheads inferociti,
misogini e artemidi castratrici,pensava di svolgere un compito 
altamente socioterapeutico; ben presto si accorse che non era 
sempre così. Certo¬ dal punto di vista della profilassi¬ un comune 
e sano oloporno metteva al riparo da qualsiasi malattia 
venerea,permetteva ad ogni essere pagante di incontrare il
proprio ideale complemento e a tutti i cardiolabili di non
soffrire le pene dell'amore. Volendo,nessuna donna avrebbe mai 
potuto lasciare il suo uomo e viceversa,era sufficiente andare in
agenzia¬ e pagare¬ per avere sempre accanto a sé l'olotrì del più 
recalcitrante degli amanti. Per quanto riguarda la speranza di 
cancellare il crimine dalla faccia della Città,non tutto 
funzionava sempre a dovere;c'era anche chi,nel tepore delle 
pareti domestiche,violentava e squartava piccole fanciulle 
dodicenni olotrì e poi tornava tranquillamente a sedersi al posto 
di lavoro in banca o sugli scranni dell'ente  governativo. Ma,moltissima 
gente,che faceva un uso spropositato di 
"sogni",finiva col confondere la realtà virtuale con quella 
reale; durante un raduno di stupratori antropofagi di minorati 
psichici, la partecipazione collettiva ad un
olotrì a tema era stata interrotta da una setta di fanatici 
moralisti:evento  sufficiente a far precipitare in strada una 
folla di cannibali inferociti. 

* * *


“Ubiqua?”

“ Parla pure Andro”.

“Posso farti una domanda?”

“Certo fa pure”, disse Ubiqua in conversazione elettromagnetica e afona.

“L'essere umano possedeva antiche conoscenze perdute?”

“ Osserva queste immagini che ti sto inviando, sono dei disegni 
molto antichi, chiamati mandala. 
Dopo averli osservati fammi una associazione di questi con una 
realtà scientifico-matematica. Hai 3 secondi per rispondere”.

“Beh”, disse Andro, “ Ho trovato una fortissima associazione: 
Mandala e Frattali”. 
 Fine terzo episodio 

domenica 19 giugno 2011

Il pazzo e il pendolo


"Draghi combattono fuori mura.

Il loro sangue è nero e giallo"


Andro era nel suo cubicolo, sembrava solo, apparentemente. Stava invece comunicando con Ubiqua, la base madre elettronica globale di ogni robot sulla Terra.


Ma, lasciamo per un momento Andro e le sue conversazioni con Ubiqua, e spostiamoci da Ginevra ad un imprecisato luogo dell' italico Stivale.




"Stupidi ciechi ammassi di pecore belanti ecco cos'è la


gente, questa massa di cervelli binari, così facili da


inscatolare!", disse dall'altare.


"Lo stivale è sistemato, presto sarà la portaerei imperiale".


"Svuoterò le tasche dei sudditi, in ogni dove, così da rinforzare


il mio esercito..,manovrine.., manovrone..,tanto li senti mai


ribellarsi,quelli lì?...Quasi quasi non c'è gusto ,come rubare


caramelle ad un bambino,come mi piacerebbe reprimere nel sangue


la rivolta del popolo!


Adesso...poi non voglio mica più permettere


a tutta sta marmaglia di crescere: l'istruzione è un diritto


riservato ai facoltosi,i pezzenti posso accoglierli come fratelli


solo se vestono le divise del mio esercito"...


Nel salone dei misteri,drappeggiato di porpora e oro zecchino,le


candele si scioglievano allo schiumoso alito del Fantapirla.


Il tempo gli era propizio,aveva cominciato la sua opera


filosofale di trans umazione senza incontrare alcuna


difficoltà.


Sorrideva della stupidità dell'umana gente:avevano


anzitempo scoperto i suoi progetti,le sue mire e ciò a cosa era


valso?


Il plebiscito si mostrava ovunque fosse possibile dare spazio


alla pornografia.


Il popolino festeggiava la propria auto-condanna al silenzio con baccano incongruo.


Immemore del sogno di gloria del signore dei compassi,si stava pian piano forgiando dolorosi ceppi; come in preda ad istinti di flagellati in processione, vagava incappucciato bramando sanguisughe alle membra per procrastinare il salasso.


-Era stato più che facile per lui avanzare allo scoperto:forse


conosceva bene,o almeno credeva di conoscere a fondo,le umane


passioni e le serie che possono creare o distruggere il


mondo.


Incanalare il dissenso per alimentare il cabalistico


incedere del male,era un gioco da ragazzi!


Ma non era ancora abbastanza,gli abbisognava un sistema gerarchico bipolare,non quel caos di buffoni che era il parlamento italico.


Sull'onda del dissenso,dicevamo,giocò la sua carta:il sistema uninominale monomandatario a turno unico,garantismo di poteri assoluti e fugatore di ogni pericoloso frammentarismo.


La sinistra storica fu colta dall'orgasmo di chi è stato per


decenni tenuto a pochi millimetri da una desiderevole lussuriosa


donna:  un'eiaculazione così precoce da non riuscire a possedere


alcunché. I più scaltri confratelli scudo-crociati,liberatisi dei


vecchi,obsoleti paragnosti, ripresero la spada e si trasformarono


confluendo con l'estrema destra  e lo pseudo-arianesimo-


Una voce atona interruppe i sogni di gloria del Fantapirla,era


l'interfono che annunciava la visita del coordinatore degli


affari armati, Mr. Falangette.


"Avete localizzato quel farneticante pirata  che tempesta i


canali comunicativi di scempiaggini?Nessuno deve interferire con


il cammino del nostro progetto!!".


Mr. Falangette tormentava il suo cappello con dita nervose.


"i messaggi sono stati localizzati,provengono dal centro di


custodia interorbitale, non siamo riusciti a saperne di più,per il


momento".


"Voglio quell'uomo al più presto",ruggì il Fantapirla, " ed ora prepara la macchina, devo incontrare il Vecchio a Ginevra".

fine secondo episodio