SUNN IL MITE NON EFFETTUA ALCUN MONITORAGGIO O ANALISI DEI DATI DEGLI UTENTI

*

Visualizzazione post con etichetta bisfenolo A. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bisfenolo A. Mostra tutti i post

domenica 27 novembre 2011

I cibi in scatola sono zeppi di bisfenolo A --- The canned foods are full of bisphenol A

Il bisfenolo A, un composto altamente inferente del sistema endocrino e riproduttivo si trova in molti prodotti plastici per l'infanzia e non, nel rivestimento interno di protezione dello scatolame alimentare, e in alcuni contenitori di uso vario in policarbonato e persino in alcuni stucchi odontoiatrici...
Sono anni che è nota la sua nefasta azione e , a meno che non venga intenzionalmente adoperato per il controllo demografico planetario, sarebbe meglio non produrne più...

Sul "Journal of the American Medical Association" è stato pubblicato uno studio che evidenzia l'altissimo tasso di BPA (bisfenolo A) presente in organismi umani alimentati con cibi in scatola per 5 giorni; superiore del 1200% rispetto a coloro che sono stati nutriti con cibi freschi.


Cibi freschi (filiera corta), acqua corrente filtrata e conserve alimentari esclusivamente in vetro, permettono una minore esposizione a questo nefasto ma commerciabilissimo prodotto chimico.




venerdì 26 novembre 2010

Dal 2011 l'Europa bandirà il bisfenolo dai prodotti per l'infanzia.

Resta comunque la presenza sul mercato di tale materiale nelle plastiche alimentari, bottiglie, nei rivestimenti interni delle lattine d'allumino e sotto i tappi di chiusura delle confezioni in vetro.


EU bans chemical in baby bottles

mercoledì 28 luglio 2010

L'impotenza può arrivare dal Bisfenolo A. Effetti nocivi anche per i bambini, ma le autorità europee sottovalutano i pericoli.






I pericoli legati alla chimica nel cibo non risparmiano nessuno. Una ricerca pubblicata on line sulla rivista "Human reproduction" lega l'impotenza maschile all'esposizione al bisfenolo A. E proprio a questa sostanza il settimanale il Salvagente ha dedicato un approfondimento nel numero in edicola il prossimo giovedì. Il legame tra il bisfenolo A e le disfunzioni sessuali maschili è sostenuto da uno studio della fondazione Kaiser Permanente di Oakland (California), che ha indagato per la prima volta gli effetti diretti della sostanza sull’apparato riproduttivo maschile umano, arrivando alla conclusione che un’alta esposizione al Bpa aumenta i rischi di disfunzione erettile.

La ricerca ha coinvolto gli operai dell'industria chimica
L’indagine è stata condotta su 230 operai cinesi impiegati nel settore della plastica a Shanghai e su un campione di controllo di 404 concittadini lavoratori di altri settori. La ricerca ha mostrato che i dipendenti delle fabbriche di Bpa sono quattro volte più soggetti a disfunzione erettile e calo del desiderio sessuale e sette volte più portati ad avere difficoltà di eiaculazione rispetto agli altri.
Va sottolineato che i livelli di esposizione dei lavoratori cinesi delle fabbriche di Bpa sono 50 volte superiori a quelli medi cui è esposta la popolazione di Shanghai.Precedenti ricerche avevano già associato, soprattutto in cavie, l’esposizione al Bpa a un aumento dei rischi di tumori della prostata e del seno, diabete, malattie cardiache, problemi al feto e sterilità. Il nuovo studio aggiunge un altro tassello alle informazioni sui rischi della sostanza. “Sono necessarie altre indagini che esaminino gli effetti sull’essere umano e aiutino a stabilire strategie di prevenzione e politiche regolatorie”, ha detto De-Kun Li, coordinatore della ricerca ed epidemiologo presso la Kaiser Permanente secondo cui, però, la disfunzione erettile, più di altre malattie difficili da studiare, è un indicatore molto sensibile di un’esposizione non sicura.
La reazione dell’industria chimica americana non si è fatta attendere. “Questo studio sugli operai della plastica fornisce nuove interessanti informazioni, ma la sua rilevanza per la media dei consumatori, che usano prodotti contenenti minime percentuali di Bpa, è limitata”, ha detto Steven Hentges dell’American Chemistry Council.

Bisfenolo A, pericolo in lattina
Si parla di bisfenolo A e si pensa ai biberon e all’esposizione dei bambini a questa sostanza chimica pericolosa, dimostrata essere un interferente endocrino. Vero, ma non sono solo i più piccoli a essere esposti in larga misura a questo pericolo. Il bisfenolo, utilizzato per produrre i contenitori in policarbonato per alimenti e le resine con cui sono rivestite le lattine, è praticamente “ovunque” nella nostra cucina e in grado di contaminare cibi e bevande che consumiamo quotidianamente.
Vecchie paure
L’allarme sui rischi del Bpa era scattato la prima volta nel 2008. Prima il  National Institute of Health (Nih) aveva dimostrato i preoccupanti effetti nocivi della sostanza, anche a dosi contenute, sullo sviluppo delle ghiandole prostatiche e mammarie dei roditori. Poi uno studio indipendente, condotto da un insieme di organizzazioni sanitarie e ambientali statunitensi e canadesi, aveva verificato il rilascio di Bpa nel latte (fino a 8 parti per miliardo) da parte dei biberon, specie se riscaldati.
È da allora che questa sostanza ha destato l’attenzione delle Agenzie per la sicurezza alimentare americane ed europee. Con esiti parzialmente differenti. Il Canada inizialmente  ha  bandito la sostanza dagli oggetti destinati all’infanzia e poi, quest’anno, ne ha vietato l’impiego in tutti i contenitori per alimenti. La Food and Drug Administration (Fda) e l’Agenzia per la sicurezza alimentare europea (Efsa) si sono attestate, invece, su una linea più blanda: pur accettando la pericolosità della sostanza, entrambe hanno rilevato che i livelli di esposizione al bisfenolo non sono tali da preoccupare e hanno fissato la dose giornaliera tollerabile a 50 microgrammi per kg di peso corporeo.
Nuovo capitolo
Eppure il capitolo bisfenolo è tutt’altro che chiuso. Ad aprire un nuovo fronte anti-Bpa è stata, tra l’altro, una recentissima ricerca condotta da Consumer Reports, il mensile dell’Unione consumatori statunitense. La rivista ha sottoposto a test 19 alimenti in scatola (zuppe, tonno, verdure, mais, salsa di pomodoro) di alcune delle principali marche presenti sul mercato americano: Nestlé, Progresso, Campbell’s, Chef Boyardes e Del Monte.

L’analisi, realizzata su tre esemplari di ciascun tipo di prodotto, era tesa a verificare i livelli di migrazione del Bpa dalla lattina al suo contenuto.I risultati sono rilevanti in quanto dimostrano l’estensione della potenziale esposizione al bisfenolo A. Secondo quanto rilevato dalla rivista americana, solo mangiando una porzione di zuppa di verdura in scatola si potrebbe ingerire circa il doppio di quella che attualmente l’Fda considera la tipica esposizione giornaliera media.

Peggio di tutti le verdure in scatola
Il più alto livello di bisfenolo è stato trovato nella zuppa vegetale Progresso (da 67 a 134 parti per miliardo, ppb) e nei fagiolini tagliati freschi in scatola Del Monte i cui livelli di Bpa rinvenuti vanno da 35,9 a 191 ppb. Decisamente troppo per gli esperti scientifici dell’associazione che raccomandano addirittura un’esposizione giornaliera di 0,0024 microgrammi per kg di peso corporeo.
Questo studio, insieme a quelli recenti che hanno collegato il bisfenolo A ad anomalie riproduttive, a un elevato rischio di cancro alla prostata, al seno, al diabete e alle malattie cardiache, non hanno lasciato indifferente l’Fda che a giorni dovrebbe ripronunciarsi sull’argomento fissando i nuovi livelli massimi di esposizione al Bpa. E, proprio in questi giorni, un senatore statunitense, Charles Schumer, ha proposto una legge per bandire in tutta la nazione (gli Stati del Minnesota e della California lo hanno già fatto) l’additivo “incriminato” nei contenitori destinati ai bambini sotto i tre anni.

L'Efsa non si preoccupa
In Europa sono soprattutto i francesi ad alzare la voce e a tenere alta la soglia d’attenzione sul bisfenolo A. Un gruppo di esperti e scienziati che si è dato il nome di Antidote Europe ha lanciato una massiccia campagna di informazione sulla sostanza e una raccolta di firme a livello europeo, e ha scritto una lettera al presidente del Parlamento europeo nella quale si chiede di intervenire per bloccare l’utilizzo del Bpa nella produzione di contenitori per alimenti e in particolare nei biberon. L’associazione ambientalista Réseau Environnement Santé, invece, ha fatto pressioni, con successo, sull’Agenzia  francese per la sicurezza sanitaria degli alimenti. A ottobre l’Afssa ha riaperto il dossier bisfenolo dando incarico a un gruppo di lavoro di esaminare i nuovi studi scientifici e valutare se ci sono gli elementi per una rivalutazione della posizione dell’Agenzia. Da l’Efsa, invece, non arriva nessun segnale.

Barbara Liverzani -il salvagente

giovedì 15 aprile 2010

Biberon e bisfenolo A: allarme endometriosi

Biberon e bisfenolo A: allarme endometriosi
14/04/2010 - gab

Ancora polemica per la presenza del bisfenolo A nei biberon e negli altri complementi da cucina in policarbonato. Le autorità europee prendono tempo, mentre subentrano i primi divieti in Danimarca e Francia. In Italia sono già disponibili biberon bisphenol-free. Ecco le marche...

Il bisfenolo A è un interferente endocrino, presente nei materiali in policarbonato. Su queste pagine on-line ne abbiamo già parlato spesso, ma ancora si aspettano le decisioni dell'Autorità per la sicurezza alimentare europea. Nel frattempo alcuni paesi, come la Danimarca, decidono di limitare la vendita di articoli per l'infanzia per uso alimentare contenenti Bisfenolo A, quindi biberon e tazze di policarbonato, la materia plastica che principalmente fa uso di questo composto. In Danimarca il divieto entrerà in vigore dal primo luglio 2010. Anche in Francia, nella seconda metà di marzo, è stata approvata una proposta del gruppo RDSE (Rassemblement Démocratique et Social Européen, a maggioranza radicale di sinistra) in cui si chiedeva la sospensione della vendita di biberon alla cui base di costruzione ci sia il Bisfenolo A.

Anche in Italia ci si adegua e ci sono diversi marchi che vendono biberon senza Bisfenolo A. L'elenco, insieme ad approfondimenti sull'intera tematica, è disponibile sul sito di Roberto La Pira "Il futuro dei consumi", che elenca la lista dei biberon senza Bisfenolo venduti in Italia: sono Mebby, Mam, Avent -Philips, Nuk, mentre "Chicco - scrive La Pira - ha introdotto solo da pochi mesi una linea senza BPA e continua a vendere i vecchi modelli in policarbonato".

Un aggiornamento sui timori della tossicità del prodotto è arrivato inoltre dal recente congresso internazionale condotto dalla Federazione Italiana Endometriosi: secondo una ricerca, il bisfenolo A, che si trova appunto in comuni materiali plastici, potrebbe essere una delle cause dell'endometriosi, o comunque potrebbe aumentarne il rischio. La patologia colpisce in Italia circa 3 milioni di donne.

Fonte: Terranuova
Ecoblog

venerdì 11 dicembre 2009

L'FSA ignora l'evidenza scientifica sulla pericolosità del Bisfenolo A (dicembre '09)








Associazioni attiviste nel campo della salute hanno criticato l'agenzia FSA, Food Standards Agency per aver ignorato studi che provano gli effetti nocivi del Bisfenolo-A (BPA) sulla salute umana con particolare riferimento alla salute infantile e chiedono che la sostanza venga bandita dai biberon e altri contenitori per uso alimentare.
Questa sostanza appartenente alla categoria dei “distruttori o interferenti endocrini” è ritenuta responsabile, insieme ad altri contaminanti del continuo aumento di casi di patologie riproduttive, malattie metaboliche, dell'insorgenza dell'obesità e di alcuni tumori come quelli al seno e alla prostata.
Durante la presentazione dell'ultimo rapporto del giugno scorso anche la Società Americana di Endocrinologia, ha lanciato un preoccupante avvertimento, spiegando che gli interferenti endocrini costituiscono una "minaccia significativa per la salute pubblica" e ha chiesto immediata collaborazione e coordinamento per arrivare a formulare una politica in materia di gestione di queste sostanze di interferenti endocrini EDC.
continua >>
Il Bisfenolo A (BPA) è una delle sostanze chimiche utilizzate per produrre plastiche e resine e in particolare viene impiegato nella produzione di policarbonato, una plastica utilizzata per biberon, stoviglie, contenitori per alimenti e nella produzione di rivestimenti epossidici per materiali metallici come lattine e contenitori per cibo in scatola o bevande.
La sua sicurezza è stata nuovamente messa in discussione da un recente rapporto pubblicato sulla rivista dell'associazione americana dei consumatori Consumer Reports, che ha trovato la sostanza chimica in una vasta gamma di alimenti in scatola negli Stati Uniti. (vedi )
Il rapporto ha evidenziato che le attuali linee guida di riferimento negli Stati Uniti sono ormai superate e non riflettono gli studi più recenti sui rischi sanitari causati dall'assunzione della sostanza anche a bassi dosaggi.
Ma la FSA nega che le stesse preoccupazioni siano giustificate in Europa e nel Regno Unito in quanto un loro studio, effettuato nel 2007 su un campione di persone, evidenzierebbe che la quantità assunta giornalmente attraverso gli alimenti si attesterebbe 'ben al di sotto dei livelli tollerati'.
Tuttavia la EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, sotto la pressione esercitata da due stati membri europei, Danimarca e Belgio dovrà riesaminare presto la questione.
Secondo Chiara Dimmer presidente della fondazione di ricerca sul tumore alla mammella Breast Cancer UK ha dichiarato che lo studio dell' EFSA non ha tenuto conto di un decennio di studi scientifici che fanno riferimento a potenziali effetti nocivi sulla salute del BPA e che dal 2007 altri studi significativi sono stati prodotti.
Pertanto Breast Cancer UK, ritenendo che l'evidenza scientifica debba spingere all'azione lancerà una campagna nazionale nel mese di dicembre per chiedere al governo di vietare la presenza di BPA nei biberon e prodotti per neonati e a richiedere ai produttori una chiara etichettatura che evidenzi qualora la sostanza sia presente o meno nei prodotti.
" E' significativo che solamente il mese scorso,Lisa Jackson direttore dell'EPA, Environmental Protection Agency annunciando la necessità di adeguare l'attuale regolamentazione all'uso delle sostanza tossiche del 1976 -Toxic Substances Control Act- abbia dichiarato che sempre più spesso vengono segnalati i diversi rischi per la salute causati da sostanze chimiche come, tra le altre, il Bisfenolo A che si trova nei biberon e che può influenzare lo sviluppo del cervello ed è collegato all'insorgenza di casi di obesità e cancro" ha affermato Chiara Dimmer.

Fonte: www.portalasporta.it