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venerdì 10 aprile 2015

La tortura in Italia



PERSONALMENTE
NE HO ABBASTANZA

Vorrei molto brevemente soffermarmi su cose già dette, per ribadirle a mio modo. Ieri sera ho ascoltato con molta attenzione il discorso del ministro dell'interno e ne ho tratto il senso di ammonizione, di una messa in guardia: badate che state convergendo oggettivamente sulle posizioni dei terroristi!
Personalmente di questa accusa ne ho abbastanza! In Italia basta che si cerchi la verità perchè si venga accusati di convergere col terrorismo nero, rosso, con la mafia, con la P2 o con qualsiasi altra cosa! Come cittadino e come scrittore posso anche subire una simile accusa, ma come deputato non l'accetto. Non si converge assolutamente con il terrorismo quando si agita il problema della tortura. Questo problema è stato rovesciato sulla carta stampata: noi doverosamente lo abbiamo recepito qui dentro, lo agitiamo e lo agiteremo ancora!
La sola volta che ho incontrato Sartre è stato dopo il suicidio (o l'assassinio) di alcuni terroristi nella prigione tedesca. Sartre disse una cosa che mi ha impressionato molto, e che me lo ha fatto ammirare e rispettare di più di quanto non lo rispettassi e ammirassi già: che non faceva nulla perchè aveva dei dubbi. Noi non siamo venuti qui - ed almeno io personalmente - con delle certezze, ma con dei dubbi. Il ministro ha fatto una mossa maldestra perchè, interrogato su casi singoli, ha risposto come se avessimo messo sotto accusa l'intera polizia: questo non è vero! Io particolarmente ho posto degli interrogativi su voci che provenivano dalla polizia stessa. Su questa mia domanda il ministro non ha risposto e non l'ha nemmeno sfiorata. Torno a chiedere: il ministro mi dica qualche cosa su questa incredibile intervista che un funzionario di polizia ha rilasciato al giornale la Repubblica.

Leonardo Sciascia- 1982-